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23 ottobre 2018

Vino & Agroalimentare

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10.06.2017

Pws: Cile e Sudafrica
i concorrenti da battere

Silvano Piacentini
Silvano Piacentini

È su tre fronti la sfida che Premium Wines Selection di Pedemonte deve affrontare e vincere a favore dei piccoli produttori di tutta Italia che si affidano a Pws per lanciare i loro vini nel mondo. La società fondata da Silvano Piacentini ed ora presieduta dal figlio Luigi, infatti, è specializzata nell’intermediazione internazionale tra produttori di vino di media-alta gamma (di ogni regione, ma soprattutto di Verona e delle Langhe Piemontesi) e i canali Horeca (Hotellerie, restaurant-cafè e catering) e Gdo, grande distribuzione organizzata dei cinque continenti.

La prima sfida è quella di conquistare nuovi mercati. Malgrado l’azienda non sia un colosso - anche se ha fatturato l’anno scorso la rispettabile cifra di oltre 13 milioni, in aumento rispetto al 2015 - sotto l’impulso di Luigi Piacentini ha irrobustito la presenza in tutta Europa, particolarmente nei Paesi scandinavi, come pure in tutto il continente europeo, e in America del Nord (Canada, ma anche, con due distributori, negli States), sta sviluppando bene la Cina, oltre che Giappone e Corea, e sta trovando cultori del vino anche in paesi nicchia come il Principato di Monaco e la Nuova Caledonia.

La seconda sfida è quella di proporre ai mercati sempre più vini del nostro territorio, curati da piccoli produttori. È il caso di Maso Thaler dell’Alto Adige, tutti i vini veronesi, le bollicine di Franciacorta e Prosecco, fino ai grandi piemontesi e toscani, ed ai vini del Sud. E qui subentra la terza sfida, quasi irrisolvibile, se non battendosi su territorio e grande qualità: quella dei prezzi. «La competizione» spiega Silvano Piacentini, «non è solo con i produttori italiani, ma è con Cile, Australia, Argentina, Sudafrica, che, con ben diverse regole e grandi rese, propongono vini buoni intorno a un euro la bottiglia». Allora per rimanere competitivi ci sono tre regole: ridurre i costi, non avere oneri finanziari e accettare una marginalità contenuta. Regole che la società di Pedemonte rispetta rigorosamente.

Resta poi aperto il capitolo Italia, dove Pws piazza il 10% circa del suo fatturato (da difendere e incrementare, malgrado una concorrenza a 360 gradi) per merito dei vini italiani, ovviamente, ma anche di uno champagne Pannier dove qualità e prezzo sono in sintonia, e poi i grandi vini francesi di Borgogna, Bordeaux, Alsazia e Loira ed i distillati, ai quali si sono aggiunti recentemente due nuovi rum, uno dominicano e l’altro caraibico.

E così il 2016 – come da bilancio approvato dai soci Piacentini e Masi - si è chiuso in utile e con il vissuto di un 2017 che si prospetta ancora più difficile visto che – come dice Silvano Piacentini - la concorrenza mondiale non conosce limiti, e le regole europee da una parte difendono il prodotto, ma dall’altra rendono difficile la concorrenzialità.F.R.

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