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17 gennaio 2018

Vino & Agroalimentare

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09.06.2017

Piano di controllo contro la Blue

Bovini al pascolo, in estate aumenta il rischio Blue Tongue
Bovini al pascolo, in estate aumenta il rischio Blue Tongue

Con il ritorno del caldo riprende lo stato di attenzione per la Blue tongue. La malattia infettiva trasmessa dalle zanzare che colpisce gli ovini, nei quali provoca mortalità significative, e, seppur con conseguenze minori, i bovini. L'Unità organizzativa Veterinaria e Sicurezza alimentare della Regione ha trasmesso alle Ulss il nuovo Piano regionale di controllo della malattia, approvato dal Ministero della Salute. Il piano, nel dettare le regole da seguire, stabilisce che debbano essere effettuati controlli, con prelievi di sangue, in animali designati come sentinelle nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre. A giustificare queste misure è il fatto che in Veneto c'è un'epidemia di Blue tongue in atto dalla fine dello scorso agosto, la quale dalla provincia di Belluno si è diffusa in tutto il territorio regionale. Ad oggi i focolai di contagio confermati sono 395, di cui 36 in provincia di Verona, e hanno interessato per la stragrande maggioranza, in 302 casi, bovini.

Proprio per quanto riguarda la zootecnia bovina, va segnalato che nei giorni scorsi il Consorzio Italia Zootecnica ha presentato la Carta di Padova. Si tratta di un documento che propone di estendere a livello europeo il modello italiano di digitalizzazione degli archivi veterinari controllati dalla pubblica amministrazione. Questa idea nasce dalla considerazione che la sistematicità delle registrazioni, e la sorveglianza su di esse, appare oggi il migliore strumento per la prevenzione delle frodi ed è fondamentale per garantire l’effettivo rispetto delle norme su salute e benessere animale, oltre che la farmacovigilanza. In Italia infatti, si ragiona ormai in termini di ricetta elettronica, per consentire ai soggetti abilitati di monitorare non solo provenienza e spostamenti, ma anche salute e trattamenti subiti dagli animali. La Carta di Padova, inoltre, propone uno schema normativo che, derivando da norme vigenti da 17 anni su rintracciabilità e identificazione delle carni bovine, prevede che le notizie su origine o provenienza vengano trasferite al consumatore finale su menù o altri dispositivi facilmente visibili. Tutto questo per garantire una effettiva trasparenva, che va a vantaggio sia dei consumatori che della filiera produttiva.Lu.Fi.

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