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05.06.2017

Nuove frontiere genetiche
per coltivazioni innovative

La piralide del mais contrastabile con le nuove tecniche genomiche
La piralide del mais contrastabile con le nuove tecniche genomiche

L’Accademia di Agricoltura, scienze e lettere in collaborazione con la Fondazione Giorgio Zanotto, organizza il convegno «Nuove frontiere del miglioramento genetico in agricoltura - New Breeding Technologies», che si terrà venerdì 16 alle 20.45, nella sede dell’Accademia in via Leoncino 6 a Verona.

Nei prossimi mesi l’Ue dovrà decidere se la normativa sugli Ogm si applica anche alle Nbt, New breeding techniques nuove tecnologie di ingegneria genetica. La Società Italiana di Biotecnologie sostiene che tali tecniche sono alternative agli Ogm e richiedono una moratoria de facto sugli Ogm nell’Ue.

Le piante ottenute con Nbt, non dovrebbero ricadere nell’ambito di applicazione della 2001/18/CE sull’ immissione deliberata nell’ambiente di Ogm e della direttiva 20094/41/CE sull’impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati.

Tra le Nbt, il genome editing rappresenta un nuovo approccio per la modifica di uno specifico sito del genoma. Negli ultimi cinque anni sono state descritte, specialmente in campo umano, tecniche in grado di ottenere questo risultato, ma la più promettente in campo vegetale è l’ultima nata Crispr, Clustered regularly interspaced short palindromic repeats, Cas9 (Crispr associated protein) system. È uno strumento potente, preciso e alla portata di tutti che può risolvere in agricoltura i problemi ancora da sciogliere. Per fare un esempio, con il genome editing si possono produrre piccole molecole che, nel caso del mais, lo proteggono dagli attacchi della piralide che, allo stato attuale, possono essere contrastati solo con prodotti chimici, che poco o nulla hanno a che fare con la sostenibilità ambientale.

Recenti studi, inoltre, hanno permesso di stabilire che la Crispr può essere applicata al miglioramento genetico anche nelle colture refrattarie a nuove tecnologie, come vite e melo, favorendo un processo produttivo più sostenibile. Nel settore viticolo la sostenibilità potrà tendere a traguardi importanti quando il miglioramento genetico metterà a disposizione i tradizionali e i nuovi vitigni in grado di resistere agli agenti patogeni permettendo di ridurre l’impatto ambientale dovuto ai trattamenti. Dopo l’uso del portinnesto per far fronte alla filossera, questa sarebbe la seconda rivoluzione viticola, che permetterebbe di fronteggiare in modo sostenibile le avversità biotiche (peronospera ed oidio).

Oggi la pratica dell’incrocio tradizionale (breeding classico) non differisce da quella del secolo scorso, se non per disponibilità di strumenti scientifici all’avanguardia.

Le Nbt, come la cisgenesi e il genome editing, consentono di superare i problemi del breeding classico, permettendo di migliorare alcuni caratteri desiderati, senza alterare il patrimonio genetico del vitigno. Queste nuove tecniche non generano organismi Frankenstein perché i risultati sono vegetali che hanno subito modificazioni che si sarebbero potute ottenere naturalmente facendo miliardi di complessi e costosi incroci. Mai come ora i ricercatori hanno a disposizione tecnologie innovative come il Crispr in grado di aprire le porte a una nuova era nella storia dell’agricoltura, un’occasione unica in cui l’Italia può giocare il proprio ruolo sia sul fronte della ricerca sia su quello della produzione.

Attilio Febi
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