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17 gennaio 2018

Vino & Agroalimentare

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05.02.2017

Melegatti, una fabbrica
da 35mila croissant l’ora

Emanuela Perazzoli e Valerio Scanu nello stabilimento FOTO MARCHIORI
Emanuela Perazzoli e Valerio Scanu nello stabilimento FOTO MARCHIORI

In viale del Lavoro, 2 a San Martino Buon Albergo fino a un anno fa c’era un vecchio capannone in disuso, uno dei tanti gusci vuoti che ingombrano le aree produttive dopo 10 anni di crisi. Lo stabile nel frattempo è stato parzialmente demolito e rimesso a nuovo: tra meno di un mese vi si produrranno croissant al ritmo di 35mila pezzi all’ora, e vi lavoreranno da subito 30 persone, che nel giro di qualche mese potranno diventare 60. Merito della Melegatti, storica azienda dolciaria veronese, forte di 123 anni di storia, che ha deciso d’investire in questa operazione 15 milioni di euro.

Ieri mattina per il taglio del nastro l’azienda ha ospitato il cantautore Valerio Scanu, da quattro anni testimonial della linea di croissant GranLeggeri. Emanuela Perazzoli, presidente e ad del gruppo, ha spiegato come mai Melegatti lo abbia scelto come partner: «Perché ci assomigliamo», ha detto «lui è bravo, sa cantare, è onesto, pulito, tutti valori che rispecchiano la nostra azienda. Inoltre» ha aggiunto «è molto giovane, e volevamo svecchiare la nostra immagine, molto legata alla tradizione del pandoro». Nel 2016, «il fatturato lordo della Melegatti», ha precisato l’avvocato Perazzoli «è stato di circa 70 milioni, per lo più riconducibili ai prodotti da ricorrenza. Il nostro obiettivo di piano nell’arco dei prossimi 5 anni è di portare i prodotti continuativi a pesare per il 35% del fatturato». La diversificazione tra ricorrenza e continuità, cioè tra pandori, panettoni e colombe da un lato, croissant e biscotti dall’altro, è un tema centrale per le industrie dolciarie veronesi. Melegatti nel 2010 acquisì una piccola azienda a Mariano Comense, dove attualmente produce i GranLeggeri: ora vuole aumentare la produzione, serve più spazio, perciò si è scelto di costruire ex novo uno stabilimento.

L’inaugurazione ha suscitato grande emozione e la presidente Perazzoli ha voluto ringraziare con particolare affetto «tutte le nostre maestranze, per la loro capacità e professionalità. Soprattutto quelle di Mariano Comense che si trasferiranno qui a Verona». Lo stabilimento lombardo fu infatti rilevato sette anni fa dopo una lunga cassa integrazione: i dipendenti erano meno di venti e ora saranno riassorbiti nel nuovo sito di San Martino. «Questo stabilimento», ha sottolineato la manager, «è tutto allestito con macchinari italiani, le materie prime lavorate saranno al 100% italiane, e soprattutto sarà all’avanguardia su scala europea. Riusciremo a produrre 35mila pezzi l’ora, contro i 12mila attuali di Mariano Comense, per un totale di 200 milioni l’anno». Gira voce che per dare maggiore sbocco commerciale ai prodotti sia allo studio una partnership con Ferrero (gigante da più di 9 miliardi di fatturato). Perazzoli si trincera dietro a un «no comment».

Al taglio del nastro ha preso parte anche Roberto Bechis, presidente della sezione alimentare di Confindustria Verona: «Questo investimento», ha detto, «è di grande importanza per San Martino Buon Albergo ma anche per l’Italia. L’intero Paese ha bisogno di imprenditori che investano in qualità e lavoro. Tanto più che vedere un’azienda con 123 anni di storia aprire un stabilimento, è un evento eccezionale». Valerio Avesani, sindaco di San Martino, era altrettanto felice: «Ringrazio Melegatti non solo per lo stabilimento ma anche per la scelta ecologica di alimentarlo per il 30% grazie ai pannelli solari».

Davide Pyriochos
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