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26 aprile 2018

Vino & Agroalimentare

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07.06.2017

Lo «smart working»
entra nell’integrativo

Andrea Gambillara (Flai Cgil)
Andrea Gambillara (Flai Cgil)

Smart working, avvio delle comunità di sito, aumento delle quote di part-time, incremento del premio di risultato. Sono alcuni dei capisaldi del contratto integrativo regionale, siglato la settimana scorsa tra società cooperativa Agricola Tre Valli e rappresentanze sindacali di Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil. Il testo sarà sottoposto a partire da oggi ai 5.200 lavoratori del settore avicolo e cunicolo impiegati dalla coop nelle province di Verona, Vicenza, Treviso e Padova per l’approvazione definitiva.

Agricola Tre Valli è la prima impresa cooperativa agroalimentare d’Italia, ha chiuso il 2016 con un fatturato superiore ai 2 miliardi ed è una delle realtà produttive che fanno capo al Gruppo Veronesi, con sede a Quinto di Valpantena.

L’intesa, arrivata dopo 7 mesi di negoziato, una volta a regime potrebbe fare da apripista per accordi dello stesso tipo nell’alimentare. Ma ecco cosa prevede se sarà avvallata dai lavoratori. Primo: il premio di risultato potrebbe aumentare di 520 euro (+6,62%) per un complessivo di 8.370 euro in quattro anni (la durata del contratto di secondo livello è stata allineata al nazionale, ndr). «Il salario integrativo sarà erogato sul raggiungimento di obiettivi, valutati congiuntamente da azienda e rappresentanze sindacali. Starà al singolo lavoratore scegliere se incassare l’ammontare per intero o solo in parte, preferendo che una quota sia finalizzata a prestazioni di welfare (spese per asili, sanitarie, di viaggio, ndr) o accantonata in previdenza integrativa», spiega Andrea Gambillara, segretario veneto di Flai Cgil che ha firmato l’intesa con i colleghi Andrea Zanin (Fai Cisl) e Nicola Storti (Uila Uil). «Da qui ad ottobre analizzeremo i bisogni che arrivano dai diversi siti produttivi. Il premio sarà erogato a febbraio e per allora i dipendenti dovranno saper indicare le loro opzioni», prosegue.

La seconda novità riguarda l’avvio delle comunità di sito: i lavoratori degli appalti potranno fruire dei servizi e della gestione della sicurezza che la coop riserva ai dipendenti. Nei rinnovi d’appalto si prevede l’applicazione del contratto dell’alimentare anche agli esterni, oggi inquadrati con una miriade di diversi riferimenti. Si cercherà inoltre di spostare il lavoro in somministrazione sotto l’ombrello della stagionalità.

Terzo, per rispondere alle esigenze di genere sarà costituito un coordinamento delle pari opportunità.

È stata anche ampliata la possibilità di accesso al part-time: il 12% dei posti contro il 7% previsto dal contratto nazionale, potranno essere a tempo parziale. Si prevede la sperimentazione dello «smart working», che garantirà agli impiegati l’opzione di lavorare anche da sedi diverse da quella abituale.

«L’accordo prevede infine il rafforzamento delle relazioni industriali con la creazione di tavoli tematici ed il consolidamento delle azioni di sicurezza e prevenzione, attraverso due progetti condivisi di formazione sui movimenti ripetitivi e sulle malattie professionali, sotto la supervisione dell’Università di Padova», conclude Gambillara.

Valeria Zanetti
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