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13 dicembre 2018

Vino & Agroalimentare

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29.05.2017

Il cuore «green» di Masi
dalla vigna al bicchiere

Bruno Boscaini
Bruno Boscaini

Parola d’ordine: sostenibilità. Dal vigneto al bicchiere. Impegno e sensibilità verso di ambiente e risparmio energetico e delle risorse sono nel Dna di Masi Agricola. Già nel 2011, l’azienda di Gargagnago partecipa con altre prestigiose imprese vitivinicole nazionali (Gancia & Co, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d’Almerita e Venica&Venica) alla sperimentazione del progetto pilota «Viva», avviato dal ministero dell’Ambiente per misurare la performance green della filiera vite-vino, a partire dal calcolo delle impronte di acqua e carbonio.

Una certificazione volontaria che consente di misurare l’attenzione prestata dalla vigna fin al trasporto finalizzato alla distribuzione. «Per la nostra impresa la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza rappresentano un valore e parte integrante della migliore gestione aziendale: tutte le attività sono condotte con costante impegno perseguendo precisi indirizzi, espressi nella “Politica ambientale" del Gruppo», spiega Bruno Boscaini, direttore delle attività industriali di Masi.

«Viva» punta a migliorare le prestazioni attraverso l’analisi di quattro indicatori (aria, acqua, territorio, vigneto). Masi Agricola ha iniziato la sperimentazione nelle tenute toscane dei Poderi Bell’Ovile, dove si produce biologico. Da quest’anno l’applicazione del disciplinare sarà estesa a tutti i vigneti dell’azienda.

Il lungo cammino verso la conduzione responsabile e sostenibile della filiera è stato incoronato anche dalle certificazioni di conformità alle norme internazionali Iso 14001:2015 «Sistema di gestione ambientale» e Ohsas 18001:2007 «Sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro», rilasciate dall’organismo svizzero Sqs, che opera in ambito internazionale.

«L’attestazione del Sistema di gestione ambientale Iso 14001, conseguita nel dicembre scorso, costituisce un traguardo che premia il nostro impegno», sottolinea Anita Boscaini, responsabile Sistema gestione ambiente e sicurezza Masi. «L’attenzione alla sostenibilità da noi non si limita al vigneto, dove da anni non viene praticato il diserbo chimico, ma si estende alle fasi successive della produzione», aggiunge. Ad esempio si produce con pannelli solari una parte significativa dell’energia consumata. Si utilizzano imballi e packaging di cartone da sei e da dodici bottiglie certificati Forest stewardship council (Fsc). Inoltre l’impresa aderisce al progetto Rafcycle, che permette il riciclo della carta siliconata di supporto alle etichette. La materia prima viene raccolta, frantumata, desiliconizzata e quindi trasformata in cellulosa per essere riutilizzata. In questo modo negli ultimi tre anni sono stati consegnati al recupero circa 600 quintali di carta siliconata.

«Siamo anche impegnati nella tutela e valorizzazione del territorio partecipando al progetto dei Comuni di Negrar e San Pietro In Cariano “Festival del paesaggio”, attraverso il recupero di sette chilometri di “marogne” tipiche dei vigneti collinari della Valpolicella», conclude Anita Boscaini. www.masigreen.it.

Valeria Zanetti
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