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17 ottobre 2018

Economia

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15.03.2016

Vicentini Carni cresce
e si affida ai giovani

«La nostra forza? Andare d’accordo tra noi giovani e con i nostri padri, tanto da poter fare innovazione. E poi la nostra fiducia nel prodotto italiano di qualità lungo tutta la filiera». E’ Francesca Vicentini, la più giovane della terza generazione degli storici produttori di bovini e commercianti di carne di Engazzà, a sintetizzare lo spirito aziendale che ha reso possibile negli anni il grande sviluppo di questa importante realtà imprenditoriale. Oggi alla presidenza c’è Antonio, con amministratore delegato Carlo e Simone, ma sono ormai attivi anche i giovani - figli dei tre fratelli - Leonardo(macellazione, spedizioni e allevamenti), Roberta (amministrazione, finanza e marketing), Francesca (qualità e tracciabilità) ed Edoardo (sottovuoto e spedizioni)

In effetti la trasformazione in atto nella Vicentini Carni è epocale anche se rimane lo zoccolo duro della tradizione che vuole il rispetto della qualità come diktat di tutta la filiera: a confermarlo le Certificazioni Iso 2008 e 22.500 e l’ottenimento di tre certificazioni internazionali che permettono di operare sui mercati esteri, come la IFC e quella per i mercati arabi. Resta il fatto che l’ingresso dei giovani in azienda ha provocato un (concordato) spostamento di rotta. Le linee le ricorda Roberta Vicentini: «Si è intensificata la differenziazione dei mercati realizzando un forte servizio con il taglio anatomico e il sottovuoto», spiega, «e si sta completando il progetto quinquennale di spostamento parziale dai grossisti-macellai verso una più forte presenza delle grandi catene della Gdo». Oggi la grande distribuzione rappresenta il 40% del fatturato (che nel 2015 si è confermato a 81 milioni, malgrado la campagna contro il consumo di carne bovina e per quest’anno è previsto un + 5%), un altro 40% viene dai grossisti e il 20% restante da macellai e ristorazione.

Oggi il mercato principale dell’azienda, dopo essere partita con nonno Riccardo 50 anni a servizio di clienti veronesi e mantovani, è l’Italia, in particolare il Sud, con qualche spedizione estiva in Grecia e l’ambizione di diffondere in Europa la buona carne italiana. Per questo Vicentini ha cominciato a partecipare alle fiere, come Tuttofood, con un ambito show cooking, ha cambiato look a partire dal sito e dal logo. Si è data, insomma, una grande rinfrescata con l’ingresso dei giovani laureati e con la voglia unanime di fare bene e rimanere protagonisti in un mondo che conta pochi grandi operatori. Niente di facciata. Si è investito invece fortemente lungo la filiera e in chiave ambientale. La partenza è data dai 14 allevamenti a cavallo tra Verona e Mantova - di proprietà o in affitto - con precisa garanzia anche nell’alimentazione. Tra pochi mesi si concluderà il triennio di lavori che hanno portato alla ristrutturazione totale del macello, alla realizzazione di un nuovo depuratore, al risparmio energetico con le lampade a led e con il recupero delle acque, che consente di risparmiare ben il 35% nel consumo di gasolio. A fine primavera si completeranno i 2.000 metri quadrati di nuovi fabbricati per gli uffici e gli spogliatoi oltre che per l’ampliamento definitivo del macello. F.R.

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