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17 ottobre 2018

Economia

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22.07.2018

Tensione al G20 tra Ue e Stati Uniti

Steven Mnuchin
Steven Mnuchin

BUENOS AIRES (ARGENTINA) Le battaglie commerciali di Donald Trump non stanno avendo effetto sull’economia Usa che è su una strada di crescita «molto positiva». Steven Mnuchin segretario al Tesoro Usa difende i dazi e rafforza la minaccia su misure contro tutto il made in China: «non minimizzerei» la possibilità. Parole che accompagnano l’apertura di un G20 teso, spaccato sui dazi e irritato dalle accuse di Trump a Ue e Cina per la manipolazione delle loro valute. Il timore è che inneschino una «guerra delle valute» in aggiunta a quella commerciale. Trump «non sta cercando in nessun modo di interferire sul mercato dei cambi», afferma Mnuchin, «Nel lungo termine un dollaro forte è nell’interesse degli Usa ed è il risultato di una straordinaria economia», ha precisato, difendendo Trump anche sulla Fed. «L’indipendenza delle banche centrali è importante», ha replicato Christine Lagarde, ribadendo l’allarme per i dazi: possono ridurre il pil mondiale dello 0,5% entro il 2020. Mnuchin non basta a placare le polemiche su Trump. Per l’Ue a rispondere alle accuse Usa di manipolazione è Olaf Scholz, ministro dell’economia tedesco: «l’Ue porta avanti politiche razionali» che non creano «artificiali successi economici attraverso il livello della valuta», afferma Scholz. È desiderabile, sottolinea Haruiko Kuroda, governatore della banca centrale del Giappone, che i tassi di cambio riflettano i fondamentali dell’economia: i tassi di interesse negli Usa continueranno probabilmente a salire e di conseguenza anche il dollaro, riflettendo la forza dell’economia Usa. In un questo contesto gli sherpa lavorano al comunicato finale che potrebbe far riferimento, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, alle tensioni commerciali seppur con toni diplomatici. Il comunicato farebbe riferimenti all’aumentare dei rischi, fra i quali le tensioni sul commercio. Mentre dietro le quinte si lavora al linguaggio da usare senza irritare gli Stati Uniti, i ministri finanziari e i governatori delle banche centrali si confrontano sulle prossime sfide, anche quella della nuova mission del G20. Il forum ha ormai 10 anni e in più occasioni in questo arco di tempo il suo ruolo e la sua efficacia sono stati messi in dubbio. Rispetto alla prima riunione del 2008, il G20 si trova a operare in un contesto molto diverso fatto anche di crescente scetticismo nei confronti delle istituzioni e delle elite. E ora cerca, con le lezioni del passato, di guardare avanti per continuare a svolgere il suo mandato per raggiungere una crescita forte, sostenibile e inclusiva. •

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