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17 gennaio 2018

Economia

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03.01.2018

L’euro continua la corsa e pesa su export e bond

Una banconota da cinque dollari e una da cinque euro
Una banconota da cinque dollari e una da cinque euro

MILANO La forza dell’euro che mantiene i massimi da tre anni penalizza ancora le Borse europee, mentre New York tiene e con l’indice tecnologico Nasdaq corre decisa. Il 2018 sui mercati è iniziato come è finito il 2017, con gli operatori che non vedono per il dollaro possibilità di riprendersi a breve. Per gli Usa non è un male, mentre le vendite hanno colpito i gruppi europei con propensione all’export ma anche i titoli di Stato dei Paesi da tempo sotto attacco della speculazione, come quelli italiani. I Btp a 10 anni, deboli dall’annuncio della data delle elezioni, con una previsione di stallo politico, hanno segnato un aumento dei rendimenti di oltre otto punti base aumentando lo spread con la Germania, anche se i bond di pari durata del Regno Unito hanno fatto peggio. Dopo i forti cali di venerdì, vendite anche sui mercati azionari, con Londra -0,6%, Parigi lo -0,4 e Francoforte -0,3%. Milano ha tenuto in parità, ma alcuni gruppi che generano vendite soprattutto all’estero hanno pagato pegno: Brembo -1,8, Campari -1,4, Moncler -1%. Bene Fca +1,6%, in recupero durante la giornata. L’euro si mantiene tra 1,204 e 1,205 sul dollaro, ma in cinque giorni è salito dell’1,3%, rialzo consistente nel mercato valutario. La ragione non c’entra con la rivoluzione fiscale ottenuta da Trump: quello che deprime il dollaro, rafforzando l’euro, è lo scetticismo degli operatori sul fatto che l’andamento dell’inflazione Usa consenta davvero le tre annunciate strette monetarie della Federal Reserve nel corso del 2018. Così le Borse europee faticano, mentre quelle asiatiche, dopo il rally del 30% nel 2017, hanno aperto l’anno ancora in aumento, con gli investitori che guardano con fiducia alle prospettive di stabilità della Cina. Guadagna ancora Hong Kong (+36% l’anno scorso) che ha chiuso la prima seduta con +1,9%, ma anche Shanghai +1,2, Shenzhen +1 e Seul +0,5%, che non risente delle tensioni locali. Oltre il punto percentuale il guadagno della prima parte di seduta del Nasdaq mentre in Europa non è riuscito a sostenere i mercati nemmeno il record dell’indice IHS Markit Pmi del manifatturiero, che ha registrato forti tassi di espansione della produzione, nuovi ordini e buoni livelli occupazionali. •

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