17 gennaio 2019

Economia

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04.09.2013

L'abc del giovane migrante fatto in Camera di commercio

Sempre più giovani prendono la via dell'estero per trovare un lavoro
Sempre più giovani prendono la via dell'estero per trovare un lavoro

Scegliere la méta, studiare il Paese di destinazione, impostare il curriculum ad hoc e prendere contatti con le aziende giuste. L'abc del giovane migrante si può riassumere in poche pillole, che Verona Innovazione - azienda speciale della Camera di commercio - distribuisce agli under 35 diplomati o laureati che intendono lasciare Verona per raggiungere la Terra promessa. A tenere i corsi è Bernd Faas, consulente di mobilità internazionale, che spiega quali aree geografiche offrono oggi maggiori opportunità. «Per quanto riguarda l'Europa, i Paesi più promettenti sono quelli di lingua tedesca, cioé Germania, Austria e Svizzera», spiega Faas. «Il tasso di disoccupazione è basso e ci sono sempre meno giovani che si affacciano sul mercato del lavoro a causa del calo demografico». Qualche numero? In Germania oggi le imprese cercano 140 mila apprendisti tra i 16 e i 20 anni. «Tra i Paesi che stanno diventando destinazioni interessanti ci sono l'Inghilterra, che quest'anno è tornata a crescere, oltre all'Olanda e alla Danimarca, mentre è sconsigliato il Sud Europa: Spagna, Grecia, ma anche la Francia, autosufficiente dal punto di vista del mercato del lavoro per l'alta presenza di giovani», fa sapere Faas. «Al di fuori dell'Unione Europea si possono fare solo esperienze limitate a 6-12 mesi: in Canada, Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti alla scadenza del visto i giovani devono tornare, perché per rinnovarlo serve un curriculum particolare e dev'essere l'azienda stessa a farne richiesta». Il secondo aspetto da analizzare sono i requisiti. «Chi vuole inserirsi all'estero deve avere una buona padronanza della lingua: è inutile perdere tempo a fare lavoretti sottopagati per cercare di impararla, piuttosto è preferibile dedicare due-tre mesi a un corso di lingua sul posto», sostiene Faas. «Quando arriva il momento di presentare le candidature, bisogna adattare il curriculum al Paese di riferimento: quello in formato europeo non va bene». Qualche consiglio? Per la Germania, assolutamente niente foto, ma tante certificazioni e diplomi, per l'Inghilterra al massimo due pagine tra cv e lettera di motivazione, etc. «Inoltre, è importantissimo informarsi sul Paese di destinazione e sui contratti per conoscere i margini di trattativa», aggiunge l'esperto. «All'estero, infatti, è il candidato che dice quanto vuole guadagnare e, quindi, deve sapere quanto vale». La ricerca del lavoro si deve effettuare sul posto. «Se tutto funziona, dopo poche settimane dall'invio del cv, si dovranno fare diversi colloqui e non si può gestire tutto da casa», continua Faas. «Il processo di ricerca richiede tempi lunghi e denaro per mantenersi: l'ideale sarebbe avere 5 mila euro di copertura, ma il minimo è 2 mila. Se si decide di trovare un'occupazione temporanea, la si può accettare solo nell'orario serale e intanto continuare a fare colloqui». Per informarsi sulle opportunità lavorative, si può fare riferimento ai siti dei centri per l'impiego, non su Internet perché è troppo dispersivo. «Si devono conoscere le aziende che cercano e le aree geografiche migliori», conclude Faas. «A Berlino, ad esempio, il tasso di disoccupazione è del 13%, mentre la media tedesca è del 6,5%: la situazione cambia molto di zona in zona, così come cambia la richiesta di specifiche professionalità».

Manuela Trevisani
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