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10 dicembre 2018

Economia

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23.12.2011

Dieci piccole imprese in rete per una spinbike


 Stefano Tacconi, l'ideatore della Spinbike
Stefano Tacconi, l'ideatore della Spinbike

Per realizzare un'inedita Spinbike (Technolife Style), destinata al mercato mondiale di alta fascia, a Valeggio hanno scelto la formula della Rete di imprese: ognuno dei protagonisti (sette imprenditori) a proseguire nella propria attività, ma tutti uniti nel concretizzare il progetto.
Come in qualsiasi orchestra , comunque, c'era bisogno di un direttore. E nella Rete Technical Life Style non poteva che essere Stefano Tacconi, l'ideatore della Spinbike, titolare a Valeggio della TS costruzioni metalliche , una azienda piccola (sei dipendenti), ma dotata anche di un'isola robotizzata, specializzata nella produzione di caldaie per pellets, saldatura inox e alluminio, produzione di macchinari su disegno.
L'ultima realizzazione è quella di armadietti inox per gli Stati Uniti. Gli altri componenti della Rete sono i fratelli Paolo ed Enrico Adami e Daniele Mascalzoni (Stirerie del Garda), il commercialista Giandomenico Cressoni e il consulente comunicazione e marketing Andrea Clerici. Ma l'avventura coinvolge anche altre nove piccole imprese della zona, oltre alla TS per le saldature «chirurgiche»: quelle di quanti collaborano a vario livello alla produzione della «magica» bike.
Una Spinbike nata dall'esperienza pratica di Tacconi e di una istruttrice della palestra di Valeggio. «Avevo bisogno di una bike adatta a me e allora ho deciso: me la costruisco io».
Questo l'esordio di Tacconi che voleva produrre una bici di facile utilizzazione (sono stati brevettati due sistemi di regolazione sella e manubrio utilizzabili facilmente), inizialmente in metallo colorato e ora, secondo esigenze generali, ma soprattutto dei mercati tedesco e statunitense in acciaio inox. Una bici robusta, quindi capace di sopportare ogni tipo di stress, senza rotture che ne pregiudichino l'efficienza e la disponibilità, con silenziosa trasmissione a cinghia e non a catena.
«All'insegna dell'alta artigianalità», suggerisce Enrico Adami «e del totale made in Italy». Due qualità ritenute indispensabili per farsi largo in un mondo a forte concorrenzialità con marchi già diventati prestigiosi e le televendite. Ma a Valeggio puntano decisamente in alto perché hanno ottenuto ottimi riscontri con le prime Spinbike vendute, perché sono già alla seconda generazione, con i prodotti in acciaio inox e per la leggerezza e robustezza insieme che caratterizza il prodotto.
Per quali mercati? Per i privati, ovviamente, per le aziende che vogliono anche pubblicizzare il proprio marchio, per i centri sportivi e per le palestre, ma anche per gli ospedali e i centri di riabilitazione. «Stanno per concludersi», ricorda Tacconi, «anche trattative con due importanti società calcistiche per gli allenamenti in palestra». Le prossime mosse saranno quelle dedicate dalla diffusione nel sistema moda e nella nautica.
Ma Tacconi cova un altro sogno, sempre da realizzare in Rete si chiama bici dinamica. Un sogno che può diventare realtà. Oggi, spiega, una vera bici dinamica non esiste. «Vorrei», precisa, «costruirne una che permetta di simulare dal vivo un percorso su strada e in pista, salite, discese, curve». Un po' come il simulatore di volo per i piloti, insomma.F.R.

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