24 marzo 2019

Economia

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08.11.2014

Con l'embargo di Mosca sale il danno per Verona

Verona è l'ottava provincia italiana, la quarta in Veneto per esportazioni manifatturiere verso la Russia. Anche nel periodo compreso tra luglio 2013 e giugno 2014, precedente alle sanzioni occidentali e al conseguente embargo di Mosca sui prodotti alimentari freschi provenienti da Ue e Usa, l'export diretto alla Federazione è cresciuto, pur con un trend meno spinto rispetto ai 12 mesi precedenti, mantenendo il segno positivo, a 375 milioni (+1,5%). Se la crisi commerciale proseguirà fino all'estate 2015, a conclusione del blocco commerciale russo, l'economia scaligera e veneta continueranno a pagare le conseguenze.
Ad evidenziarlo il rapporto dell'ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato i Istat e Unioncamere-Istituto Tagliacarne. «Le merci vendute dalle imprese venete al Paese di Putin valgono 1.785 milioni di euro, pari al 17,5% del totale export italiano verso la Russia e soprattutto pari all'1,3% del valore aggiunto regionale. La nostra regione sul quel mercato negli ultimi 4 trimestri è saldamente al terzo posto dopo Lombardia ed Emilia Romagna», rileva Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato Imprese Veneto. «Mi auguro», prosegue, «che la nuova Lady Pesc, Federica Mogherini, metta tra le priorità del suo mandato il tema delle sanzioni nei confronti di Paesi che per il Veneto e l'Italia sono partner economici importantissimi».
Le performance regionali sul mercato russo hanno continuato a mantenersi positive fino all'estate, con una crescita in valore assoluto del volume d'affari pari a 78 milioni e un incremento percentuale del 4,6%, a fronte di un leggero calo nazionale (-0,6%). Da rilevare che l'anno precedente (luglio 2012-giugno 2013) la crescita dell'export veneto sullo stesso mercato era stata più sostenuta, a quota 160 milioni. In testa alla classifica, proprio Verona, con 63 milioni. Negli ultimi quattro trimestri comunque tutte le province venete, a parte Venezia (-3,8%) hanno continuato ad incrementare il loro volume business, guidate da Padova (+8,5%), prima per valore percentuale, mentre Vicenza ha mantenuto il primo posto per un valore assoluto, a 489 milioni di euro.
Diverse le province venete in cima alla classifica nazionale anche per incidenza dell' export manifatturiero verso la Federazione sul Pil territoriale: sesta assoluta Vicenza, con il 2%, nona Treviso all'1,7%.
Tuttavia la perdita di scambi non è solo dovuta alla crisi ucraina, che anzi si sovrappone ad una fase di bassa crescita economica della Russia, che si è manifestata fino alla metà del 2013 uno dei mercati più dinamici soprattutto per Germania ed Italia, rispettivamente primo e secondo partner commerciale del Paese. La performance dell'export verso Mosca - nota lo studio di Confartigianato - è infine influenzata negativamente anche della recente svalutazione del rublo sull'euro pari a - 22,8% negli ultimi 18 mesi.Va. Za.

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