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28.05.2017

La dinastia Tommasoli
Foto che narrano storie

Sirio Tommasoli con il figlio Filippo e la moglie Alessandra
Sirio Tommasoli con il figlio Filippo e la moglie Alessandra

Dai primi piani di Boccioni e Barbarani, di Maria Callas e Vivien Leigh ai ritratti destinati ai social network, ai curriculum online o alle campagne elettorali. Dietro l'obiettivo deve esserci sempre l'occhio artistico: ciò che cambia è la destinazione e quindi lo stile.

Anche il mondo della fotografia ha dovuto adeguarsi all'evoluzione delle mode e dell'economia e le fotografie dello studio Tommasoli, nato oltre un secolo fa a Verona, raccontano questi cambiamenti.

Le ultime, quelle scattate in digitale dal 27enne Filippo, quarta generazione della famiglia, rappresentano soprattutto i giovani e i loro progetti di vita, segnando un cambiamento rispetto ai poeti, gli scrittori, gli artisti e gli attori che hanno costruito negli anni l'archivio fotografico Tommasoli che, secondo una stima di Sirio, padre di Filippo e oggi alla guida dello studio con la moglie Alessandra, «conta almeno 50mila scatti originali».

«Abbiamo registrato una progressiva crescita degli imprenditori che ci cercano per i ritratti», ammette Sirio, «mentre c'è stata una riduzione della domanda da parte delle famiglie che, fino agli anni Settanta, hanno rappresentato la maggioranza dei nostri clienti. L'obiettivo però non cambia: dall'immagine», sottolinea Sirio Tommasoli, «deve fluire la personalità del soggetto», che si tratti di un artista, di un governatore o di un politico, «perché ovviamente non mancano le richieste per le campagne elettorali: sguardo diretto e niente mani in tasca sono le regole base in questo caso», confessa il fotografo.

L'incremento di domanda da parte del mondo dell'imprenditoria ha spinto Filippo Tommasoli a specializzarsi in un particolare ambito, quello dello storytelling, «un'espansione del ritratto che parte sempre dalla necessità di raccontarsi e raccontare. Si inizia da una storia», spiega, «quella del soggetto che viene rappresentato non più come una sintesi espressiva concentrata in un'immagine, ma in una serie di immagini, in una “narrazione“ di ciò che ha fatto o contribuito a fare. Lo storytelling può avere come soggetto non solo una persona, ma anche un'attività, un'impresa, un brand, da realizzare attraverso fotografie o filmati».

Un'opportunità, quella del video, alla quale Filippo crede molto, tanto da aver creato una sua start up, Tommasoli Visual Factoring: «L'obiettivo è sempre quello di raccontare storie, destinate ad esempio a social quali Facebook, che hanno come strumento privilegiato il video».F.L.

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