Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
23 novembre 2017

Economia

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

02.09.2016

A Verona il summit
sulla crisi della finanza

Giusy Chesini
Giusy Chesini

Esistono strumenti per evitare che le banche e la finanza siano costantemente sottoposte ai venti della politica internazionale, delle crisi economiche sistemiche e non?

Una questione quanto mai d’attualità, basta osservare il termometro delle Borse europee, condizionato dal clima imposto da Brexit, Fed, terrorismo, tanto per citare alcuni recenti esempi. Il tentativo di individuare quegli strumenti arriva da un gruppo di docenti universitari europei, che studiano e insegnano Banca e Finanza e che ogni anno si incontrano in un ateneo per provare a individuare soluzioni ai problemi che affliggono il sistema bancario.

Quest’anno questi docenti, che fanno parte dell’European Association of University Teachers of Banking and Finance, si sono dati appuntamento all’università di Verona, per un congresso di quattro giorni che chiuderà i battenti domani e che si sviluppa in una serie di sessioni di studio. «È un appuntamento che si svolge da trent’anni», spiega Giusy Chesini, «e che ci permette di studiare l’evoluzione del sistema bancario e finanziario attraverso analisi micro e macroeconomiche».

NON SOLO SOFFERENZE. «Ci concentriamo soprattutto sulle sfide del mercato europeo», prosegue Chesini, «e questo significa, ad esempio, approfondire la questione degli Npl, per i quali alcune soluzione sono già state individuate. Ci sono poi le regolamentazioni europee che impongono direttrici e vincoli ai quali gli istituti di credito devono rispondere, facendo i conti con determinate conseguenze».

E ancora, la rivoluzione tecnologica: una questione che, considerate le conseguenze che sta provocando, appare troppo poco al centro del dibattuto sul futuro della finanza. Perché rivoluzione tecnologica significa cambiamento nel comportamento e nelle abitudini dei clienti delle banche. E le banche si devono adeguare, e in parte lo hanno già fatto, con la chiusura di numerose filiale. «Insomma», sottolinea Chesini, «il business degli istituti di credito sta cambiando, e noi vogliamo dare degli strumenti concreti per accompagnare in questo percorso».

Ieri, nello specifico, gli scienziati si sono confrontati su temi che investono l’attualità dei mercati mondiali tra cui l’efficienza dei processi di allocazione del credito, la rischiosità dei credit default swap e i mercati azionari europei. Sotto analisi anche il rapporto tra banca e impresa e la finanza aziendale, le innovazioni finanziarie e i mercati emergenti, l’evoluzione della regolamentazione in materia finanziaria. Si parlerà anche di strategie bancarie in tempo di crisi, e su questo tema il territorio veronese qualche «case history» potrà fornirlo. Uno fra tutti, il processo di fusione tra il Banco Popolare e Bpm. Una questione sulla quale questa mattina avrà molto da dire Maurizio Faroni, direttore generale del Banco Popolare. F.L.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Sei stato ai mercatini di Natale in centro?
ok

Sport

Spettacoli