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21 settembre 2017

Cultura

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28.05.2015

UN SOGNO DI BUZZATI

Buzzatiano Wieland Payer in Wand II (particolare) pastello e carboncino, in mostra all'esposizione inaugurale della galleria Viasaterna a Milano
Buzzatiano Wieland Payer in Wand II (particolare) pastello e carboncino, in mostra all'esposizione inaugurale della galleria Viasaterna a Milano

Dino Buzzati sorriderebbe all'idea che da oggi a Milano uno spazio d'arte contemporanea porta il nome di una delle sue tante invenzioni: Via Saterna, quella strada immaginaria descritta nel visionario Poema a fumetti (1969, Arnoldo Mondadori). «In Via Saterna, nella città vecchia», racconta Buzzati di una Milano immaginaria, «esiste una villa con un grande giardino da moltissimi anni apparentemente abbandonata. Dalla strada però non si vede che il muro di cinta e il culmine della casetta del custode».
Le ruspe hanno spazzato via a Milano caseggiati, case a ringhiera e vicoli che hanno ispirato tanti racconti di Buzzati (nel quadrilatero corso Garibaldi, largo La Foppa, via Solferino e via Marsala, itinerario percorso ogni giorno per recarsi al «Corriere della Sera»), ma la città segreta e misteriosa degli anni Sessanta, in cui sogno e realtà si confondono in un intreccio di persone, destini, vite, immaginazione e paure, aleggia ancora, in luoghi diversi, basta saperli guardare con il suo spirito immaginifico. Così oggi Viasaterna nasce nel cuore di Milano, in via Leopardi 32, in un'area verde (zona Cadorna-Parco Sempione), a due passi dalla Triennale e davanti al grattacielo di Vico Magistretti. Ha preso il nome della strada immaginaria che, nel Poema a fumetti, immette in quell'aldilà concepito come un universo senza tempo. La nuova Viaseterna galleria d'arte (www.viasaterna.com), fondata da Irene Crocco, è uno spazio di 450 mq su due livelli, all'interno di uno stabile di fine Ottocento, restaurato dell'architetto e collezionista Flavio Albanese. L'obiettivo, pienamente buzzatiano, è fare incontare attraverso l'arte realtà e immaginazione. Uno spazio poliedrico che nasce per accogliere sperimentazioni e contaminazioni tra le arti, l'editoria e l'estetica contemporanea. Il progetto si collega alla precedente esperienza della fondatrice, che dal 2011 al 2014 ha organizzato mostre personali dal titolo «Da vicino», annullando la distanza tra l'opera, l'artista e il proprio pubblico.
«Tutto nasce all'Accademia di Brera», racconta la gallerista, «quando un amico mi fece leggere la sua tesi su Buzzati pittore. Destino ha voluto che sia venuta a vivere in questo luogo che ricorda moltissimo la villa di Via Saterna: il muro di cinta, la casetta del custode, la casa di fine Ottocento con le grottesche e il colonnato esterno, il giardino. E poi, come la villa “apparentemente abbandonata”, anche questa casa è rimasta disabitata per anni».
La galleria inaugura il programma espositivo con la mostra Picture Perfect (fino al 31 luglio), a cura di Fantom (gruppo curatoriale composto da Selva Barni, Massimo Torrigiani, Francesco Zanot): una collettiva di 11 artisti internazionali, (Hans Peter Feldmann, Joe Hamilton, Anna Kristensen, Mario Milizia, Taisuke Mohri, Macoto Murayama, Shuichi Nakano, Wieland Payer, Annalisa Pintucci, Wang Qiang, Lorenzo Vitturi).
«Picture Perfect» riunisce una selezione di opere ispirate, influenzate o innescate dal linguaggio fotografico. Proprio come il Poema a fumetti, «serissimo gioco» che racchiude tutto il pianeta Buzzati.

Maria Teresa Ferrari
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