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15 luglio 2018

Cultura

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14.11.2009

Un Robin Hood del Continente nero


 La locandina del 29° Festival di cinema africano
La locandina del 29° Festival di cinema africano

Dalla mostra «Il tempo ritrovato. Forme e storia dell'arte africana nella collezione Corsi» al film Jerusalema, dedicato alle avventure di un moderno Robin Hood in versione gangster, il Festival di cinema africano parte alla scoperta dei volti inediti di un continente sempre più protagonista della scena culturale internazionale. Appuntamento (alle 18) al Museo africano di vicolo Pozzo 1 e (alle 20) al cinema Santa Teresa di via Molinara 23.
Riflettori puntati sul Sudafrica per il film di apertura (alle 20.30 al Santa Teresa, appunto) di questa XXIX edizione della kermesse scaligera dedicata alla creatività e all'innovazione che caratterizza la produzione culturale delle Afriche. Jerusalema, pellicola fuori concorso scritta e diretta da Ralph Ziman e vincitrice al "Fespaco" (la rassegna di cinema panafricano che si tiene a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso) dei premi per il miglior montaggio, la miglior fotografia e la miglior interpretazione maschile, porta nel cuore di un Paese sconvolto dalla rivoluzione, nel quale sopravvivono persone come il gangster Lucky Kunene, sorta di Robin Hood che vive la sua personale ascesa criminale nei quartieri di Johannesburg.
Presentano ed animano la serata odierna Alix Ndembi (Congo) e Malice Omondi (Kenya) della radioweb Afriradio.it, con la partecipazione di Eugene Magina, ballerino professionista originario del Kenya e Tom Ozzy, musicista della Costa d'Avorio.
LA STORIA DI «JERUSALEMA»
L'avvento della democrazia in Sudafrica ha portato grandi speranze ma ha dato anche origine a violenza, caos e anarchia. Come dopo ogni rivoluzione, prima che si ristabilisca il nuovo ordine, ci sono solo due strade possibili: adattarsi o morire. Questa è la logica di Lucky Kunene che, da piccolo gangster di periferia, diventa uno dei più ricchi uomini di Johannesburg con la Hillbrow Poeple Housing Trust, un'impresa che mescola affari e azione sociale con l'aiuto della malavita locale.
Un po' Robin Hood un po' cialtrone, Lucky è considerato un benefattore sia dai poveri del quartiere fatiscente di Hillbrow che da una giovane bianca che cerca di salvare il fratello dalla droga, ma i suoi metodi poco ortodossi attirano l'attenzione delle forze dell'ordine. Il film è ispirato a fatti reali.
IL TEMPO RITROVATO. FORME E STORIA DELL'ARTE AFRICANA NELLA COLLEZIONE CORSI
Fino al 20 giugno 2010 i 160 oggetti esposti, appartenenti al collezionista Fabrizio Corsi, permetteranno ai visitatori di scoprire le più importanti testimonianze artistiche dell'Africa nera, una visione della scultura di carattere etnico-storico che ha come primo obiettivo quello di presentare la varietà delle forme nell'arte africana dei principali gruppi etnici. L'arte in Africa è una combinazione di elementi remoti e nuovi.
Accanto ad oggetti di antica datazione e reperti di scavo appartenuti alle più interessanti civiltà, come quelle Songhai nel Mali, o Koma e Ashanti nel Ghana, si trovano oggetti di arte tribale più recente, come quelli prodotti dai Dogon del Mali, dai Punu del Gabon, o dai Luba del Congo.

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