24 marzo 2019

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31.01.2016

Nelle viscere del monte Moscal
la base a prova di bomba H

L’interno della base militare Nato scavata nelle viscere del monte Moscal ad Affi
L’interno della base militare Nato scavata nelle viscere del monte Moscal ad Affi

West star e Back Yard, ma cosa sono? L’invito a conoscere queste due postazioni “segrete” della Nato, realizzate ed in attività nel periodo della “Guerra fredda” sul territorio veronese, viene da un libro di Leonardo Malatesta, Giorgio Trevisan, Claudio Ricardo De Castro ed Andrea Pozza dal titolo Viaggio nelle basi segrete della Nato West Star e Back Yard, Pietro Macchione Editore, Varese, 2015, 144 pagine, prezzo 15 euro.

Il libro verrà presentato al Circolo unificato di Castelvecchio di Verona alle 17 del 2 febbraio. Introdurrà il generale di corpo d’armata Lucio Innecco, già comandante della Regione militare Nord-Est e delle Forze terrestri alleate del Sud Europa.

Per la prima volta, nell’opera si parla dei bunker antiatomici della Nato West Star ad Affi e Back Yard a Grezzana. Su di loro, fino ad oggi, sono fiorite molte leggende ora svelate da fotografie e documenti che le svelano a tutti.

Il libro consente di conoscere il funzionamento ed i compiti affidati a questi due siti Nato del territorio veronese.

La West Star, ad Affi, ancora zona militare, era il più grande bunker antiatomico a livello europeo, sviluppandosi sotto il monte per ben 13mila metri quadri.

Il 10 luglio 1951 fu insediato a Verona il Comando delle forze terrestri alleate del Sud Europa (Ftase), guidato da un generale di corpo d’armata italiano alle dipendenze del comandante delle forze alleate del Sud Europa.

Nel 1955, oltre all’arrivo in zona della Setaf (Southern European Task Force, la forza tattica dell’esercito Statunitense per il sud Europa, nacque anche la V Ataf (La V forza aerea tattica alleata della Nato) che riunì attorno a sé tutte le truppe italiane unite nel Trattato del Nord Atlantico.

Alla fine degli anni ’50 si pensò che, in caso di aggressione atomica, i loro comandi più importanti dovevano poter usufruire di una sede protetta in cui fosse possibile dirigere in sicurezza le operazioni di risposta. Dal 1958 iniziò la progettazione delle due sedi protette, sia per il comando delle Ftase che della V Ataf. La scelta cadde sul Monte Moscal, vicino ad Affi, e su di un luogo nelle vicinanze di Grezzana.

La West Star (Stella d’occidente) entrò in funzione il 6 luglio 1966 ed è stato il più grande bunker antiatomico in Italia: ben 13mila metri quadrati la sua estensione, di cui la parte operativa era di 4mila, altrettanti per le apparecchiature e 5mila per quelli occupati dai tunnel e dagli ingressi. Il sito era diviso in due piani per un’altezza di 12 metri. Nella sala operativa c’era anche un terzo piano sotterraneo dove passavano tutti i cavi. Le stanze dell’area riservata erano insonorizzate e isolate da interferenze radio con protezioni elettromagnetiche per le comunicazioni.

L’opera, chiamata anche sito B, era difesa dal monte ed aveva sistemi antinucleari, anti batteriologici, chimici e non poteva essere soggetta ad intercettazioni. Nel suo interno c’erano apparecchiature elettroniche per comunicazioni, generatori elettrici, impianti di condizionamento, docce per la decontaminazione da radiazioni nucleari, mensa, infermeria, locali per lo svago come la palestra, dormitori e stanze per l’attività operativa. Il sito era in comunicazione con tutti i comandi Nato, prima di tutto con il Supreme Headquartes Allied Powers Europe (Shape). Tutte le sue apparecchiature erano montate su strutture galleggianti e sospese in modo che non si verificassero problemi di funzionamento anche in caso di bombardamento o di terremoto.

La sua capienza poteva essere al massimo di 500 persone, che non erano solo militari. Questo centro rimase operativo fino al 2007 quando, ormai sciolte sia le Ftase che la V Ataf, non aveva più nulla da svolgere per la Nato e passò all’Esercito Italiano. Nel 2005 le spese annuali per il funzionamento della West Star erano calcolate in 270mila euro.

Analoghe funzioni aveva il bunker Back Yard (Il giardino dietro casa), costruito nelle vicinanze di Grezzana prima di quello presente ad Affi. E’ scavato nella roccia del Monte Vicino, in una ex miniera, a circa 300 metri di altezza, in località Slavino. Il bunker era costruito su di un unico piano con tre tunnel a forma di tre ipsilon, possedeva tre entrate, una centrale e due laterali. Era più piccolo rispetto a quello di Affi, ma aveva le sue stesse funzioni. Venne chiuso nel 2000 e ceduto dal Demanio militare al Comune di Grezzana.

Nella sua parte finale il libro presenta una ricca serie di fotografie che ritraggono le basi missilistiche dell’aeronautica e dell’esercito nel Nord–Est italiano. Raccoglie, infine, un’ampia carrellata di disegni delle varie aree dei due siti con foto inedite scattate ai giorni nostri. Il tutto accompagnato da una ricca bibliografia ragionata su ciò che è stato scritto fino ad ora sul tema della “Guerra fredda”.

Giuseppe Corrà
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