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14 novembre 2018

Cultura

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08.07.2018

Dal premio Fomenar ai visi di Dall’Oca Bianca

Si chiude oggi, nella chiesa di Santa Maria in Chiavica, la mostra internazionale di pittura e fotografia «Fomenar Verona 2018». Il premio Fomenar bandito nel 2016 da due artisti tedeschi che vivono a Moreira (Alicante) è aperto ad artisti da più parti del mondo, come Armin Amirian, fotografo iraniano di 22 anni, ha sviluppato il suo interesse per la fotografia a 12 anni. Vive a Isafahn in Iran, fotografa in digitale la natura, i grandi spazi, come il mare, che diano il senso della libertà. Rainer Mauerer è di Monaco, grande viaggiatore, appassionato di ambiente e temi sociali. Le sue foto su Cernobyl sono estremamente realistiche. Ha donato al Club di Giulietta una sua foto con un cuore centrale, cuore che aveva visto disegnato sul muro delle Rigaste San Zeno. Jessica Mac Vikar, artista canadese, predilige la tecnica ad olio ed immagini che sconfinano con il surrealismo. Gabriele Voglgsgang, artista di Monaco, si avvale della tecnica mista. Pittura ad olio con inserimenti di piccoli oggetti provenienti da culture diverse, soprattutto dall’Oriente. Julia Novikova è un’artista russa, residente a Praga. Giovanissima è già vincitrice di numerosi premi, tra cui il Premio Fomenar 2017. Usa la tecnica mista. I suoi dipinti, ad esempio «Babilonia», densi di simbologia, uniscono reminiscenze storiche, passato e presente. Rich Smukler, artista americano di Miami, è un fotografo di viaggio. Documenta dettagli di culture diverse, situazioni in evolversi. Notevole la foto dell’interno di una cella in una prigione americana. Ryota Matsumoto di Tokyo, artista, architetto, designer, ha frequentato scuole prestigiose inglesi, americane, europee e ha vinto numerosi premi. Dipinge ed elabora poi con il computer i suoi dipinti. Luise Gandon, franco-austriaca, dipinge grandi ritratti femminili ad olio, e documenta il rapporto esistente tra gli esseri umani, soprattutto nel mondo femminile. Eugenia Shchukina, artista russa, dipinge ad olio da una decina di anni soprattutto figure e ritratti, e ama anche sperimentare tecniche e colori diversi. Molto conosciuta in Russia, è vincitrice del Premio Fomenar 2017. Art Duet sono due artiste: Margarita Hendriksson, svedese e Nprima, russa. Dipingono in contemporanea e si ispirano spesso alle sculture in vetro. Dipingendo insieme hanno l’opportunità di creare oggetti in differenti stili e tecniche. LA MERIDIANA. Le opere post-impressioniste di Angelo Dall’Oca Bianca fino al 12 luglio sono esposte nella galleria di via Oberdan 3. Da sottolineare il «Ritratto di signorina» e «La rondine della montagna» che ritrae una fanciulla con costume tradizionale sorride fra prati mentre in lontananza spiccano azzurri rilievi. «La modella» del 1906, invece, è una donna seminuda con seno abbondante, vista di tre quarti. A circondare le opere di Dall’Oca, alcune pregevoli sculture in bronzo di Luciano Tarocco tra cui «Montecarlo», una danzatrice ondeggia con una sciarpa, o «Allegoria» che ritrae una mamma gioca con i suoi bambini. Molto movimento in «Don Chisciotte sul cavallo» con lancia e scudo, poi l’affetto interpretato da «Noi», con uomo e una donna sono uniti e lei tiene un braccio e un piede di lui. In «Inno alla vita» un uomo a terra fa da appoggio ad una donna che tiene in alto un piccolo bimbo. Commovente «Attesa» con una giovane mamma appesantita dal pancione. E poi «Narciso» e un indomito cavallo il soggetto di «Rodeo». MUSICA E AZIONE. Impossibile immaginare la musica senza l’azione dell’uomo. Lo ha ribadito Andrea Zinetti nella mostra fotografica «Le mani e la musica» curata da Laura Cicci De Biase e da poco conclusa a Casa Caffè Mazzanti. Il progetto nasce nel 2015 con l’intento di isolare le mani dei musicisti e attribuire a questa parte l’attenzione di tutti, sottolineando qualche cosa che normalmente sfugge. Un aspetto che sta lì silente e sotteso ed emerge in un momento irripetibile. L’artista evidenzia con una particolare inquadratura, con una speciale luce l’importanza che ha nella vita di tutti i giorni un momento di musica. Egli cerca il bianco fino all’estrema intensità del nero. Le foto colgono vari istanti del magico connubio fra le note e chi le suscita. Le dita scorrono sulla tastiera del pianoforte premendo gli elementi con abilità, altre accordano i piroli di uno strumento a corda. Mani sapienti battono su un tamburo traendo quasi le pulsazioni del cuore. Abili anche le dita su un violoncello e su una tromba che pare svegliarci dal sonno. Ci incanta con il suo violino un novello Paganini. Dita per metà bendate su un virtuoso clarinetto. Napoli e il suo golfo tra le corde di una chitarra. Sembrano le zampe di un ragno le dita su un fisarmonica che per le pieghe della cassa armonica e la forma dei tasti assomiglia ad un quadro astratto oppure aria di jazz a New Orleans nell’immagine di un sassofono. Zinetti è così abile da farci quasi sentire il suono degli strumenti e ci invita ad osservare la bellezza e la complessità delle loro forme. RACCONTI CREATIVI. Si è conclusa la mostra «Racconti creativi» di Luigina Turri, curata da Licia Massella e allestita alla Massella di via Dietro Filippini. L’artista veronese ama cimentarsi attraverso un lessico polimaterico e usa materiali completamente differenti come rame, sabbia, tessuti e di riciclo che interagiscono fra loro e si completano per rendere le opere vive. Luigina Turri inizia nel 2000 ad appassionarsi alla ricerca dei materiali e della loro espressività, compiendo un percorso fondato sulla relazione tra materia e colore attraverso l’uso in particolare di pigmenti e terre. Per l’artista la materia, che ama privilegiare, rappresenta il suo modo di essere, corrisponde al modo naturale di esprimere al tempo stesso concretezza, passioni, emozioni e memorie vissute. Una delle sue opere più importanti è “Fasi comunicanti” del 2009. L’opera ha vinto il Premio Excellence a Torino ed è stata realizzata con acrilici, pigmenti, tessuto e sabbia. Poi le opere in legno impreziosite con colori realizzati con pigmenti e foglia d’oro. •

Vera Meneguzzo
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