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15 novembre 2018

Cultura

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08.06.2018

Alla scoperta del nostro Neanderthal

Il professor Marco  Peresani nella Grotta di Fumane
Il professor Marco Peresani nella Grotta di Fumane

Da oggi al 10 giugno gli appuntamenti dell’undicesimo Preistoria Festival si intrecciano con il primo Festival del Libro di Viaggio e di Avventura «Sulle Strade», che si terrà al Centro di appassimento delle uve «Terre di Fumane» con un ricco programma. Comune denominatore dei due Festival è proprio il tema del viaggio. Appuntamento clou sarà domani, giornata dedicata alla celebrazione del trentennale di ricerche sistematiche nella Grotta di Fumane, quando si terrà un convegno dal titolo «Dall’Africa all’Europa, il nostro primo grande viaggio» al Museo Civico di Storia Naturale, con inizio alle 9.15, che vedrà la partecipazione di studiosi nazionali ed internazionali a confermare che il primo grande viaggio è quello dell’evoluzione umana. Dopo l’intervento di Paola Salzani sull’impegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo sulla ricerca e valorizzazione del sito archeologico fumanese e quello del professor Marco Peresani, direttore degli scavi, sul bilancio delle scoperte di questi 30 anni, la mattinata avrà come ospite d’onore Francesco d’Errico, dell’Università di Bordeaux, uno dei massimi esperti delle evidenze archeologiche di pensiero simbolico dei nostri più diretti antenati, sul tema «I gioielli dei neanderthaliani». Seguiranno le relazioni di docenti dell’Università di Ferrara: Manuela Forte con «I gioielli dei sapiens», quindi Andrea Perez su «Pellicce di volpe e lupo per Fumane»; seguirà Lisa Carrera con «Avifaune, da indicatori ambientali a componenti della dieta neandertaliana» ed Eva Martellotta su «I gesti dei Neanderthal, ritoccatori d’osso e impugnature». La conferenza vedrà la partecipazione di ricercatori nazionali ed internazionali per fare il punto della situazione sulle recenti ricerche e scoperte sugli ultimi Neandertal e i primi Sapiens, che abitavano questa parte d’Europa a partire da 45mila anni fa. Il sito, scoperto casualmente dal maestro Giovanni Solinas negli anni ’60, conserva resti di abitati di età compresa tra 100 e 30mila anni fa e costituisce un dettagliato archivio dei mutamenti paleoambientali e paleoclimatici, che interferirono con le frequentazioni umane, documentate da molti ritrovamenti riconducibili alle attività di caccia, alla macellazione degli animali, all’accensione di fuochi e fabbricazione di strumenti da lavoro, ma anche penne e piume per abbellire dli indumenti. I ritrovamenti più significativi per quanto riguarda i Sapiens sono rappresentati da armi da caccia in palco di cervo, conchiglie marine decorative in madreperla e denti di cervo ornamentali, oltre ad opere d’arte figurativa tra cui la famosa pietra dello Sciamano in ocra rossa. Era il 16 settembre 1988 quando ebbe inizio, da parte dell’Università di Ferrara con il professor Alberto Broglio e della Statale di Milano con il professor Mauro Cremaschi, la prima di una lunga serie di campagne di scavo nella Grotta di Fumane, sito riconosciuto come uno dei maggiori monumenti della preistoria in Europa. Gli strati e i reperti conservati nei suoi depositi rappresentano una straordinaria documentazione del modo di vita dell’Uomo di Neanderthal e dei primi sapiens o Uomini Anatomicamente Moderni, un patrimonio dal valore assoluto per comprendere le dinamiche di uno dei principali cambiamenti biologici e culturali avvenuti nella storia recente dell’evoluzione umana. Nel pomeriggio, alle 15, gli ospiti saranno invitati ad una visita in Grotta, guidata dallo stesso direttore degli scavi, il professor Marco Peresani. Ma i festeggiamenti per i trent’anni di ricerche a grotta di Fumane iniziano questa sera, alle 21, con un’iniziativa speciale nel sito archeologico: una visita che regala la suggestione della grotta nella sua dimensione notturna come quando, decine di migliaia di anni fa, vi arrivavano i gruppi di cacciatori nomadi che vi si riparavano, accendevano e si sedevano intorno al fuoco svolgendo le loro mansioni quotidiane e, soprattutto, utilizzavano l’ocra rossa per dare vita alle figure stagliate sulle pareti della grotta, ancor oggi tra le pitture più antiche conosciute. Sarà il professor Marco Peresani, docente all’Università di Ferrara e Verona, a raccontare i momenti salienti e più emozionanti di questi trent’anni di ricerche durante i quali l’università estense ha coordinato un team internazionale di ricercatori che hanno potuto raggiungere risultati di altissimo livello e inaugurare filoni di ricerca che avranno senz’altro ampie prospettive anche negli anni futuri. Durante la serata verrà proiettato il filmato «Fuoco, Colore, Movimento», realizzato dal videoartista Igor Imhoff per il progetto del Polo Museale del Veneto «Il primo cinema della storia. Obiettivo sul paleolitico», realizzato nell’ambito del programma Musst-Musei e sviluppo dei sistemi territoriali, promosso e finanziato dalla Direzione Generali Musei del Mibact. Il video riprende e interpreta, in chiave moderna, la produzione artistica di Grotta di Fumane e di altre grotte europee intorno a 40.000 anni fa e rende possibile il dialogo tra un’arte squisitamente moderna e le tecniche pittoriche paleolitiche, che riuscivano a dar vita, attraverso la luce del fuoco, agli animali stagliati sulle pareti delle grotte. •

Giancarla Gallo
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