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24 gennaio 2018

Cultura

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26.11.2017

Ada Zanon
da sempre
l’amore
per l’arte

Ada Zanon nel suo studio FOTO BRENZONIUn carboncino di Zanon
Ada Zanon nel suo studio FOTO BRENZONIUn carboncino di Zanon

Quando quattro anni fa ci fu la separazione dalla Fondazione Accademia di Bella arti di Verona, con una donazione, Ada Zanon rese possibile il proseguimento dei corsi liberi della Cignaroli nella nuova sede di via Mameli. Un gesto di amore verso l’istituzione nella quale ha insegnato pittura dal 1970 al ’72 e dove è stata docente di disegno ai corsi liberi nei primi anni Duemila ma anche verso l’arte, passione che l’accompagna da sempre, da quell’infanzia che ricorre nelle sue opere.

A lei, ora, la Cignaroli dedica una mostra a Palazzo Miniscalchi-Erizzo con la partecipazione di tutti i docenti: un omaggio corale a un’artista che è stata socia accademica dalla fine degli anni Settanta fino al 2015, quando ha chiesto di essere trasferita tra i soci onorari. La progressiva perdita della vista non le consentiva più, come avrebbe voluto, di partecipare attivamente alla vita della Cignaroli.

La mostra sarà inaugurata venerdì prossimo, 1° dicembre, e proseguirà tutti i giorni fino al 16 dicembre (tranne domenica 10) con orario 11- 13 e 15.30-19. «Ada Zanon e i docenti dell’Accademia Cignaroli» è il titolo: semplice per scelta, perché Zanon, vicentina di nascita ma veronese d’adozione, è artista che non ha mai amato la ribalta, preferendo manifestare la sua sensibilità nelle sue opere e nei rapporti umani.

«Ada», ricorda Stefano Dorio, presidente della Cignaroli, nel catalogo che accompagna l’esposizione, «diplomatasi all’Accademia di Venezia sotto la guida di Guido Cadorin, ha sempre avuto una predilezione per una pittura preziosa nella resa accurata del soggetto». E ricorda che fece il suo esordio nel 1950 alla Galleria del Cappello di Verona, «primo esito di una passione sbocciata e già resa definitiva a dieci anni, quando ancora la pittura femminile doveva scontare pregiudizi e scarsa considerazione tanto da costringerla, come avvenne al Premio Suzzara, a presentarsi con un nome maschile per non essere penalizzata in partenza».

In copertina, «Cut»: il taglio di un volto che rappresenta due caratteristiche della pittura di Zanon. Sono l’accuratezza nel dipingere le forme, propria di chi scava alla ricerca dell’animo umano, e lo spazio lasciato all’immaginazione di chi guarda, quasi a dare origine a un triangolo artista-soggetto-osservatore nel quale nessun vertice prevale sugli altri due.

Ad accompagnare in questa mostra Ada Zanon, che ha sempre esortato a «osservare la luce, le forme, disegnare, dipingere: farne un gesto quotidiano», sono i docenti Gabriele Brucceri, Marica Fasoli, Jernej Forbici, Silvio Lacasella, Donata Lazzarini, Giacomo Modolo, Igor Molin, Nicola Nannini, Francesco Stefanini, Pierantonio Tanzola, Francesca Veneri e Marika Vicari.

Le accademie, che passione. «Mi alzavo alle 5 del mattino», ha raccontato una volta al nostro giornale, «per andare a lezione a Venezia. Eppure quegli anni in Accademia sono stati meravigliosi. Così come quelli alla Cignaroli».

Tra gli amici della giovinezza ricordava Goffredo Parise: «Ci siamo frequentati moltissimo negli anni della scuola; era molto inquieto, al liceo aveva la passione per la pittura, ma ben presto la abbandonò». Nel suo studio, in una cornice d’argento, sorride il volto di Beni Montresor, lo scenografo e regista: un’amicizia durata una vita. Con il pittore Leonardo Cremonini, invece, il confronto era sulla pittura. Rapporti fecondi, sempre.

E ora questa mostra, la terza di «Stagioni della Cignaroli», ciclo che l’Accademia sta sviluppando con la collaborazione e la disponibilità del museo Miniscalchi-Erizzo di via San Mammaso.

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