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20 giugno 2018

Cultura

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07.12.2017

Verona, il sogno irrealizzato di una città

Torricelle, patrimonio urbanistico delicato e da tutelare
Torricelle, patrimonio urbanistico delicato e da tutelare

Danilo Castellarin È insieme tenero e sferzante l’ultimo libro di Giorgio Massignan presentato ieri alla Società letteraria e intitolato «Verona, il sogno di una città» (Veronapolis editore, 18 euro), per raccontare ciò che avrebbe potuto diventare e cosa è invece Verona. Per trent’anni presidente di Italia Nostra e assessore alla Pianificazione urbanistica dal 1990 al 1993, Massignan scrive: «In questi ultimi anni si è discusso troppo di coperture all’Arena, cimitero verticale, ruota panoramica, centri commerciali, ristoranti e bar in antiche strutture militari e troppo poco di tutela e protezione del patrimonio artistico, come se il centro storico dovesse attirare i turisti non per il valore culturale ma come un parco divertimenti». Una città, ha detto nella sua amara presentazione Ernesto Guidorizzi, docente di Letteratura a Cà Foscari, «che negli ultimi anni è stata sacrificata alla pratica e al profitto rinunciando alla bellezza e alla civiltà del vivere». Nella prima parte il libro contiene un’analisi critica degli ultimi dieci anni di amministrazione. «Alla corretta pianificazione del territorio», ha detto l’autore, «si è preferito concedere agli operatori privati ampie deleghe di programmazione in funzione dei loro interessi economici». Per Massignan «il territorio è stato soffocato da edifici residenziali e centri commerciali nonostante il calo demografico e infischiandosene dei danni all’ambiente provocati dall’escalation di traffico e inquinamento». Critiche severe anche sulle politiche economiche e culturali: «Le due ultime amministrazioni comunali non hanno mai ritenuto le opere d’arte e i nostri splendidi tesori culturali come opportunità da valorizzare, bensì come mezzo per realizzare il massimo reddito, così le nostre piazze sono state concesse alle manifestazioni più commerciali e volgari». Numerosi i dettagli numerici, le cifre, il conteggio delle decine di migliaia di metri cubi di cemento approvati su zone geologicamente fragili e paesaggisticamente preziose. Suggestive le proposte del libro su verde pubblico, mobilità, eccellenze, itinerari e fiume. L’architetto Alberto Ballestriero ha parlato di un «anello verde» lungo trenta chilometri per unire, tutelandoli, collina Adige e pianura. In sala anche Ilaria Segala, assessore all’Urbanistica e all’Ambiente, che ha dichiarato come sia «giunta l’ora di cancellare dal profilo urbanistico tutto quello che è stato realizzato male dalle precedenti amministrazioni evidentemente protagoniste di una follia commerciale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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