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26 settembre 2018

Cultura

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14.08.2018

Torna Mrs. Robinson e per «il laureato» cominciano nuovi guai

Lo scrittore Charles WebbLa copertina del libro
Lo scrittore Charles WebbLa copertina del libro

Prima o poi bisogna fare i conti con la suocera, anche se vive a migliaia di chilometri di distanza. E in letteratura, come nella vita, può capitare anche a storie che sembrano già perfette e concluse. Bentornata, Mrs Robinson. Non è solo il titolo, ma anche l’ideale commento al riaffacciarsi sulla scena dei protagonisti de “Il laureato”, il libro del 1963 che fu poi trapiantato nel film di culto del 1968 con Dustin Hoffmann e Anne Bancroft. Lo scrittore Charles Webb, anticonformista nato, ha dato alle stampe il romanzo negli Usa undici anni fa, a ben 44 dal primo. Un po’ perché l’aveva dimenticato in un cassetto, un po’ perché aveva bisogno di soldi (lui che aveva perfino regalato due case e restituito i regali di nozze), un po’ perché aveva pasticciato con i diritti dei personaggi, cedendoli per un pugno di dollari. Alla fine, però, il sequel è uscito. E adesso arriva in Italia, pubblicato da Mattioli 1885, editore specializzato nel riscoprire gemme anglosassoni inedite da noi. Bastano poche pagine per ritrovare il piglio sarcastico de “Il laureato”, la sua critica alla società americana e al consumismo, sebbene con nuovi bersagli, ma anche ai modelli alternativi di educazione e liberazione sessuale che gli anni Sessanta cercarono di introdurre. Sono passati otto anni dalla fuga di Benjamin Braddock e dalla sua amata Elaine dalla California per sfuggire all’oppressione dei genitori. Ora la coppia vive nei pressi di New York e ha due figli, che non manda a scuola ma istruisce in autogestione. Il preside locale, però, incalzato da benpensanti, minaccia denunce. E Ben escogita un piano nel quale l’unica persona in grado di aiutarlo è proprio la madre di Elaine: la signora Robinson, la sua ex amante ancora vorace, che un ordine del giudice tiene lontana dai coniugi e dai nipoti. Inutile dire che l’arrivo della scatenata suocera, ormai vedova, porterà scompiglio nell’intera comunità. Ancora una volta il meccanismo narrativo di Webb sarebbe già perfetto per il cinema o per il teatro. I dialoghi laconici di Ben e i silenzi di Elaine, ormai fattisi adulti, dimostrano che un’intera generazione non è guarita dal disorientamento. Ma dove l’autore preme l’acceleratore della farsa, con effetti esilaranti, è nel comportamento di Mrs Robinson e della famiglia di post-hippies che i Braddock si ritrovano in casa. Alla fine la diabolica suocera non riuscirà a nascondere la sua imperitura attrazione per il genero, che dovrà decidere se cedere e liberarsene per sempre o resistere e tenersela a carico. La soluzione arriverà, sorprendente, proprio all’ultima pagina. Beffarda, la lezione di Webb: contestata, incerta, considerata sovrastruttura o dipinta priva di contenuti, sarà sempre la famiglia a vincere. Magari in modo poco ortodosso. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Comin
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