20 gennaio 2019

Cultura

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27.11.2015

Ottavia Arici e Aleardo Aleardi
quell’amore narrato nelle lettere

La copertina del volume
La copertina del volume

La definisce, nell’introduzione al suo puntuale e appassionante lavoro, «Quasi una storia». Il «quasi», ci pare, va letto semmai nel senso che la storia è talmente ricca, e giocata su piani differenti, quello personale della storia d’amore appunto, quello più ampio della storia con la esse maiuscola, e ancora, per riflesso, quello della storia di un protagonista della nostra letteratura, che nel volume L’amore al tempo della guerra. Lettere di Ottavia Arici ad Aleardo Aleardi (Il Poligrafo, pp.287, euro 23) la curatrice Paola Azzolini offre un racconto ricco di emozioni e suggestioni su piani differenti.

Ottavia è una giovane signora trentenne, figlia di Cesare Arici, noto letterato bresciano, che dopo l’abbandono del marito, fuggito con un’altra donna, vive in ristrettezze con i suoi figli ancora piccoli, a Padova, nel quartiere Carmini, affittando stanze agli studenti. Una sera di dicembre del 1846 una carrozza si ferma davanti alla sua casa: l’ospite è Aleardo Aleardi, il poeta già famoso, che ha lasciato Verona e un amore tormentato. Tra i poeta biondo e bellissimo, dai magnetici occhi azzurri, famoso per i suoi versi e i sentimenti antiaustriaci, e la solitaria Ottavia nasce una passione intensa e per Ottavia fatale, destinata a segnare il resto della sua vita.

Quando Aleardi, coinvolto nella rivoluzione antiaustriaca, vive per due anni in esilio (1848-49), Ottavia, dalla sua casa di Padova, gli scrive lunghe lettere quasi ogni giorno.

«In quei fogli c’è la loro storia d’amore, ma ci sono anche le vicende della guerra», spiega Azzolini. «Ci sono il vissuto quotidiano, le notizie dei parenti e degli amici patrioti, quasi sempre rimasti negli annali della storia, tutti travolti nella tempesta che travolse l’Italia e il Lombardo-Veneto nei due anni cruciali, il 1848-1849, del nostro Risorgimento. Come scrive Virginia Woolf, “l’arte di scrivere lettere sta nella capacità di suscitare emozioni, nel riportarci un giorno, un attimo, anche un solo secondo del tempo passato“. E le lettere che ho raccolto sono proprio la storia delle emozioni e della passione tra due protagonisti quasi del tutto dimenticati. Va detto che le lettere di Aleardi a Ottavia però non sono mai state trovate: la sua voce risuona solo come un’eco nelle righe scritte da lei».

Aleardi però conservò le lettere di Ottavia, portandole con sè nei suoi viaggi. E queste lettere passarono quindi di mano in mano, alla morte di lui, e vennero censurate alla loro prima pubblicazione, nel 1930, a cura di Ubaldo Mazzini, perchè ritenute troppo esplicite e appassionate per il tempo.

Il volume curato da Paola Azzolini restituisce il testo originale, inedito delle lettere di Ottavia, precedentemente epurato per nono offendere il buon nome di una signora. In questo modo la curatrice ci fa ascoltare «in diretta» una delle rarissime confessioni d’amore femminili del nostro Ottocento.

L’amore al tempo della guerra sarà presentato giovedì 10 dicembre alle 17 nella sala Farinati della Biblioteca Civica alla presenza dell’autrice. Interverranno Nadia Maria Filippini, dell’Università di Venezia, e Patriza Zambon, dell’Università di Padova.

Alessandra Galetto
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