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21 settembre 2018

Cultura

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26.02.2018

Il medico diventato
autore di bestseller
Vitali si racconta

Un po’ incontro con lo scrittore e un po’ laboratorio di scrittura creativa per raccontare come nasce una storia da trasporre in romanzo. Successo di pubblico per Andrea Vitali, ospite il 23 febbraio in Dogana veneta a Lazise nell’ambito della rassegna letteraria promossa dal Comune e dalla Cooperativa Charta, che gestisce la biblioteca comunale.

In un dialogo vivace con un altro scrittore, Davide Bregola, Vitali ha presentato il suo ultimo libro «Nome d’arte Doris Brilli» e narrato l’incipit di «Bello, elegante e con la fede al dito», il penultimo romanzo pubblicato lo scorso anno. Oltre ad accattivare lettori appassionati del suo genere e incuriosire chi era arrivato ad ascoltarlo conoscendo solo la sua fama, Andrea Vitali ha svelato alcuni segreti del mestiere.

 

«L’ascolto dell’oralità produce elementi narrativi», ha spiegato riferendo alcuni aneddoti tratti dalla sua esperienza di medico di famiglia e dalla confidenza instaurata con i suoi pazienti. «Nei 25 anni in cui ho fatto il medico mi sono svezzato e sgrezzato nel rapporto interpersonale, ho avuto un rapporto di parità con le persone che entravano nel mio ambulatorio e questo mi ha permesso di conoscerne l’intimità psichica e domestica: così ho creato un archivio di storie e ambienti. Dall’ascolto delle persone», ha proseguito, «può nascere l’ispirazione, a cui segue un grande lavoro di artigianato per ricamare la storia».

Chi ha letto anche solo uno dei suoi libri, sa i tratti che lo contraddistinguono: un genere «popolare» per le vicende presentate, narrate con una prosa fluida e divertente e tutte perlopiù ambientate a Bellano, paese sul lago di Como dove Vitali è nato e tuttora vive. Le notizie storiche presenti nei suoi romanzi, collocati storicamente nei primi decenni del secolo scorso, «creano verosimiglianza», ha spiegato Vitali, e quindi catturano il lettore. Allo stesso modo «allontanare le storie nel tempo dona loro un alone di fiaba e nessuno si sente indicato nei miei personaggi, rischio che ci potrebbe essere in un paesino come Bellano»

Katia Ferraro
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