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23 gennaio 2018

Cultura

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12.12.2017

I diari di Mary Astor scandalo a luci rosse nell’America del ’36

Grazia Giordani Leggiamo ne «I diari bollenti di Mary Astor - Il grande scandalo a luci rosse del 1936» di Edward Sorel (Adelphi, pp. 169, 20 euro, traduzione di Matteo Codignola), una storia vera raccontata in maniera ipnotica, con l’allure che si rivive dentro un sogno. Comunque, il segreto che rende questo libro anche strutturalmente diverso da qualsiasi altro, consiste nella scintilla che ha dato inizio a tutta questa vicenda, ovvero al ritrovamento casuale, durante una ristrutturazione d’interni, di alcuni ritagli di giornale che di quel processo tracciavano la cronaca. Leggendoli, Sorel, ha fatto un balzo indietro, regalando al lettore la ricostruzione di un ricordo di giovinezza, di uno scherzo sentimentale, di un’invenzione da tabloid. Edward Sorel, nato a New York nel 1929 è un disegnatore di grido. Ha firmato moltissime copertine del New Yorker, ha scritto ed illustrato molti libri e per decenni ha coltivato una vera ossessione per Mary Astor, diva del muto e del noir, Oscar nel 1942 per «La grande menzogna» a fianco di Bette Davis. L’attrice ebbe l’ultima parte importante nel 1964 in «Piano piano dolce Carlotta», ancora con la Davis. Ormai lo scandalo del suo divorzio, nel 1936, è caduto nel dimenticatoio, ma Sorel, col ritrovamento casuale dei ritagli di giornale, di cui sopra, ovvero tutti numeri del Daily News e dei Daily Mirror, datati 1936, l’anno dello scandalo. Riguardavano il processo a Los Angeles per l’affido di una ragazzina, Marylin, figlia di Mary Astor e del secondo marito. Che aveva usato i diari di Mary, scoperti quando il matrimonio era ancora in atto, per farle rinunciare ad ogni diritto sulla bambina. Ma la Astor nel 1936 aveva impugnato la sentenza e allora il marito aveva reso nota ai giornali l’intenzione di far pubblicare i diari che raccontavano un adulterio e molto di più, ovvero pagelle ai suoi amanti, in base a criteri legati alle loro prestazioni sessuali. Fatti che oggi sarebbero meno gravi, tanto è scivolata in basso la morale dei nostri tempi, ma negli anni ’30, con protagonista un’attrice famosa che raccontava le sue notti bollenti con il più importante commediografo di Broadway, George Kaufman, era una bomba deflagrante. I disegni e le vignette di Sorel che illustrano nel libro le piccanti vicende sono bellissimi, ironici e persino toccanti quanto basta. L’autore, così singolare, è riuscito a parlare anche con Marylin, la bambina di allora che vive nello Utah in una casa su ruote, che ha avuto quattro figli e quaranta fra nipoti e bisnipoti. «L’ho molto amata la mamma – ha detto – ma mi ha fatto anche paura. L’aveva sempre vinta lei. Aveva sempre ragione lei». Edward Sorel, dopo il fortuito ritrovamento dei ritagli di giornale, ha deciso di lottare per Mary Astor che non era una stella, ma meritava un po’ più di luce, non solo quella «a luci rosse». Il suo diario, comunque, è stato bruciato nel 1952 davanti a un giudice. Dalla scrittura di Sorel, oltre alla storia della diva, emerge lo spirito della città di cartapesta di quel tempo su cui molti, troppi giovani avevano imbastito i loro sogni. •

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