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22 gennaio 2018

Cultura

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02.12.2017

Grilz, fotografo e giornalista: una vita al fronte

Oggi, sabato 2, alle 17 alla Domus Scaligera di viale del Commercio si tiene la conferenza «Almerigo Grilz. Avventure di una vita al fronte». Una figura eccezionale, quella di Almerigo Grilz, raccontata attraverso le immagini di un’iniziativa editoriale anch’essa d’eccezione nell’ambito dell’editoria di destra, quella di Ferrogalligo, e attraverso i contributi di Federico Goglio, Guido Giraudo e Franco Nerozzi. Sono trent’anni che Almerigo Grilz è sepolto in Africa sotto un albero secolare. Era il 19 maggio 1987, quando morì in Mozambico, a 34 anni, riprendendo uno scontro a fuoco tra i ribelli anticomunisti della Renamo e i governativi del Frelimo. Fu il primo giornalista italiano del dopoguerra a cadere sul teatro di guerra. Il Sunday Times gli dedicò una pagina, mentre i giornali italiani una colonnina. Perché? Grilz stava dalla parte sbagliata, era missino. Anche da morto, nella sua città, Trieste, trovò l’ostilità degli avversari di una vita, annidati qua e là, tra magistratura, politica, cultura. • S.C.

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