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22 ottobre 2017

Cultura

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29.12.2016

Le molle di Lisa Borgiani
per il «sarto della pietra»

«Be-molle», l’installazione di Lisa Borgiani davanti allo showroom
«Be-molle», l’installazione di Lisa Borgiani davanti allo showroom

Sculture che risuonano nell’ambiente, che si muovono, quasi fossero poggiate sulla tastiera di un pianoforte. Quando l’artista veronese Lisa Borgiani è stata invitata da Manuel Coltri, patron della Marmi Due Ci di Rivoli, noto come il «sarto della pietra», ad allestire in maniera innovativa ed efficace gli esterni dello showroom di Rivoli, è stato un incontro tra sensibilità affini. Lisa Borgiani con le sue molle, simbolo di dinamismo, grazia ed energia, e Manuel Coltri con le sue raffinate creazioni di pietra.

Lisa Borgiani, veronese, classe 1979, artista multiforme che lavora con fotografia, pittura e installazioni e ha esposto in vari gallerie, musei e fiere d’arte internazionali, ha creato enormi molle dai colori cangianti, rosse e gialle, che rappresentano gli immaginari tasti di un pianoforte che si muove, al ritmo dell’aria. L’installazione sarà visibile al pubblico fino al 13 gennaio.

Le molle di Lisa, simbolo di movimento e cambiamento armonico, tornano ad essere le antiche «molle», quei suoni così chiamati del canto antico perché profondi e gravi. Erano le sonorità eseguite da uno strumento a corde che, per l’occasione, dovevano essere meno «molli», ovvero meno tese, per far risuonare un suono più grave. Da qui il bemolle che dà il titolo all’installazione.

«Quando mi è stata commissionata quest’opera ho subito immaginato una selva di molle sospese che interagisse con l’architettura dell’azienda», spiega Lisa Borgiani, «e che, allo stesso tempo, rompesse la rigida e affascinante linearità dell’edificio squadrato. La zona è soggetta a forti raffiche di vento, che avrebbero dato alle mie molle il movimento che stavo cercando. Così sono nate sei installazioni di varie misure, dai cinque ai dieci metri di altezza, dipinte di giallo e di rosso e illuminate di notte. Inserendo il movimento ondulatorio delle mie installazioni nella facciata frontale ho immaginato la facciata di Marmi Due Ci la tastiera di un pianoforte dove le mie molle rappresentassero delle note musicali che danzano e ruotano a ritmo dell’aria. Da qui è nata l’idea di intitolare l’opera be-molle. Se, durante il giorno, le molle sembrano note colorate calate dal cielo e che si muovono a ritmo di vento, l’effetto notturno le trasforma in misteriose note fluorescenti».E.C.

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