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23 aprile 2018

Cultura

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28.08.2009

«Vorrei fare in Arena Rigoletto e Bohème»

Il tenore Valter Borin nel ruolo di don José in «Carmen» FOTO BRENZONI
Il tenore Valter Borin nel ruolo di don José in «Carmen» FOTO BRENZONI

Nell'ultima Carmen (in scena stasera alle 21) di questa stagione areniana, Valter Borin si cimenta ancora nel ruolo di don José. Borin è anche compositore, pianista, docente di musica, maestro di coro, direttore d'orchestra. Ci si chiede perché con tutti questi diplomi abbia voluto seguire la carriera di cantante lirico.
«Perché», risponde, «nella vita ci si illude di autodeterminarsi, ma poi l'onda delle vicende ti porta dove vuole. Desideravo approfondire la musica in tutti i suoi aspetti. Ho studiato canto e questo è diventato il mio lavoro. Però, quando voglio divertirmi, compongo musica».
Lei nasce quasi come tenore leggero: non l'ha spaventata arrivare a Verona con un ruolo drammatico come don Josè?
Diciamo che il cammino è stato lungo. Ero tenore quasi leggero a 22 anni quando, anche aiutato dalla esperienza musicale e dal fatto di essere musicista completo, ho guadagnato le prime scritture. Poi si matura, si fanno esperimenti: alcuni riescono, altri meno. Don José l'ho debuttato a Tel Aviv nel 2004 e mi ha aperto le porte di Madrid, Los Angeles e Berlino.
Non crede che ruoli più lirici le si addicano di più?
Senza dubbio. Vorrei fare tanti Rigoletto e tante Bohème. Vorrei debuttare Elisir d'amore. Il problema è che ho un corpus vocale un po' scuro di natura e in certi momenti si adatta anche a ruoli spinti. È anche vero che qualcuno pare aver deciso che un tenore lirico, con il centro un po' brunito, non possa cantare quei ruoli. E non a caso abbiamo tenori, chiaramente rossiniani e mozartiani, che imboccano la strada dei duchi di Mantova e dei Rodolfi…Vai a capire il perché.
Quale rapporto ha con l'Arena?
Affascinante. Sicuramente vorrei poter dar prova di me in questo teatro, con un'opera maggiormente adatta alle mie caratteristiche. Spero che ritornino La Bohème e Rigoletto e che la direzione del teatro pensi anche a me per una di quelle produzioni.
Qual è il futuro di Borin tenore e compositore?
Il tenore corre a Firenze per debuttare Il Trovatore, cercando di cantarlo com'è scritto e quindi cantando la romanza della pira in tono. Anche qui la tradizione ha fatto un piccolo danno, inducendo l'ascoltatore a credere che i riferimenti per Manrico siano i Corelli, i Del Monaco, i Martinucci…. Tutti grandissimi ed eccelsi artisti, costretti però ad abbassare la pira di mezzo tono, se non anche di un tono intero. Nulla di grave, per carità. Ma allora, per la stessa ragione, un tenore come me potrebbe chiedere di alzare di mezzo tono la romanza del fiore di Carmen...Tornando ai miei programmi, inauguro il Carlo Felice di Genova con Rigoletto e poi, come molti miei colleghi, attendo che i teatri abbiano una maggior certezza nelle programmazioni e nelle decisioni artistiche. Borin compositore ha invece appena ultimato una serie di lieder che spera di poter proporre al pubblico e una cantata dal titolo Phos, rappresentata a Klagenfurt mentre cantavo la Wally, e che mi ha dato molta soddisfazione.

Gianni Villani
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