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23 settembre 2018

Cultura

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28.04.2010

«Schermi d'amore» resiste e punta sulla musica e i biopic

Favino e Rorwacher nel film di Soldini, «Cosa voglio di più»
Favino e Rorwacher nel film di Soldini, «Cosa voglio di più»

Organizzare un festival cinematografico in «quaranta giorni e quaranta notti e con un budget irrisorio», come ha detto il direttore artistico Paolo Romano alla conferenza stampa di presentazione della 14a edizione di Schermi d'Amore, è quasi impossibile. Eppure il festival, uno dei fiori all'occhiello del panorama culturale veronese (e non solo), sopravvive: dal 27 aprile al 2 maggio la città potrà godersi il suo refolo di polvere di stelle.
Un piccolo miracolo di dedizione, in tempi altrimenti bui: «nel 2009 avevamo sperimentato con successo il cinema K2», ha spiegato l'assessore comunale alla Cultura, Erminia Perbellini, «nell'impossibilità economica di allestire la sala del cinema Filarmonico. Le risorse di quest'anno sono ancora più ristrette ma siamo riusciti comunque a offrire una rassegna di ottima qualità, senza cene e tappeti rossi ma con una sala attrezzata per sottotitolare le pellicole e dotata di un comodo parcheggio, che aiuterà gli spettatori meno giovani». Un'edizione confezionata per «tutta la popolazione»: dai bambini ai cinefili più esigenti, che si colloca all'interno della prospettiva di allargamento dell'offerta cinematografica voluta dal Comune e già all'opera nelle proiezioni associate a "Verona in love" e al festival shakespeariano.
Due i temi portanti di quest'anno: il biopic, ovvero i film che raccontano la vita di personaggi storici e la musica, visto che molte di queste storie parlano di compositori. Un'esplosione di suoni e colori che inizierà con il film d'apertura: il leggendario Scarpette rosse (serata speciale a inviti il 21 aprile) e terminerà con Narciso nero, entrambi firmati da Michel Powell e Emeric Pressburger alla fine degli anni '40, restaurati in versione integrale.
Otto le pellicole in concorso provenienti da Spagna, Francia, Gran Bretagna e America; saranno giudicate dai voti degli spettatori e degli studenti. Un bentornato, più che un benvenuto: tutti i titoli, definiti da Romano «la nostra sezione Sanremo big», sono firmati da autori che nel passato hanno già partecipato al festival. Tra essi nomi di rilievo, come André Techiné, Bruno Dumont (con il tema, forte e controverso, del fanatismo religioso), Vincente Aranda e Stéphane Brizé. La Francia vince per K.O. tecnico con quattro opere schierate, ma la storia d'amore tra Verona e la Spagna continua: due gli iberici in concorso, più una retrospettiva tutta dedicata a Miguel Albaladejo, autore conosciuto in patria ma del tutto inedito in Italia.
Fuori concorso troviamo quattro fortissime anteprime nazionali: Cosa voglio di più, di Silvio Soldini, con Pierfrancesco Favino, Alba Rorwacher e Giuseppe Battiston; Dear John di Lasse Hallström, con Amanda Seyfried (protagonista di Letters to Juliet, girato a Verona l'estate scorsa); Le refuge di François Ozon e La straniera di Marco Turco. E ancora: sei film dell'eccentrico Ken Russell (tra cui i biopic di Gustav Mahler e Rodolfo Valentino) e quattro dedicati a musicisti, nella sezione "The music lovers": Chopin, Gershwin, Bix Beiderbecke e Eddy Duchin. Oltre agli appuntamenti mattutini con i corti per i piccoli, ci sarà una giornata dedicata alla grande animazione italiana (il 20 aprile): un lungometraggio di Roberto Gavioli e tre corti di Luzzati.
Schermi d'Amore si è alleato anche con l'Università di Verona proponendo, il 28 aprile, Scene di giovani amori, due film girati da studenti. Un cartellone di 43 titoli per tenere in vita un appuntamento al quale Verona non può e non deve rinunciare.

Adamo Dagradi
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