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25 giugno 2018

Cultura

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16.09.2010

Il folletto Morgan strega il pubblico al teatro Romano


 L’espressione sorridente di Morgan, che ha divertito il pubblico del Romano e anche i musicisti che l’accompagnavano FOTOSERVIZIO BRENZONI|
 Morgan, a sinistra, e schierate davanti a lui l’orchestra e la ritmica
L’espressione sorridente di Morgan, che ha divertito il pubblico del Romano e anche i musicisti che l’accompagnavano FOTOSERVIZIO BRENZONI| Morgan, a sinistra, e schierate davanti a lui l’orchestra e la ritmica

Prima di accusarmi, guarda bene te stesso. Con un blues di Bo Diddley, Before you accuse me, suonato all'ukulele e carico di ironia, Morgan ha liquidato ieri sera in musica (e che musica!) la querelle con il sindaco Tosi, seduto di fronte a lui in platea.
In un Teatro Romano quasi esaurito o giù di lì, il musicista si è divertito a suonare con l'Ensemble Symphony Orchestra di Massa diretta da Carlo Carcano. Si avverte il piacere che Morgan ha provato nel sentirsi circondato dagli archi, sorretto dai fiati, accompagnato dalle percussioni. Nel suo concerto si sente l'amore smisurato per il rock ma anche per la canzone d'autore italiana. la sua cultura in campo musicale è strepitosa. Infarcito di micro e macro citazioni, il suo spettacolo è una delizia per le orecchie e il cervello. Intelletto e centri del piacere fisico, infatti, per Morgan sono così collegati che, al termine del brano Altrove, quando scopre che alcuni accordi di piano lo portano verso Volare, finisce per cantare alla Modugno. Per presentare La sera, il brano escluso dal Sanremo vinto da Valerio Scanu, cita gli U2: «This is not a rebel song, this is a Sanremo song».
Tra una frase presa in prestito da Kant e una serie di mosse da Freddie Mercury, inventa un neologismo sul posto («Random humanum est», in onore del suo caotico errare)dove il caso ha una gran parte. La frase che più lo rappresenta è infatti «Ho deciso di perdermi nel mondo... lascio che le cose mi portino altrove».
In un tripudio di arrangiamenti alla Beatles periodo Magical Mystery Tour, con una ricchezza timbrica strabiliante (Morgan suona tutto: piano, organo, melodica, sintetizzatore, iPad...) e un'ironia fulminante («Niente battimano; I'm not Renga»), l'ex giudice di X Factor ha reso tributo a Umberto Bindi, Fabrizio De Andrè e Sergio Endrigo.
Classe, pura classe.

Giulio Brusati
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