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14 dicembre 2018

Cultura

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18.10.2015

Gianni Burato, il disegnatore
che inventò «Verona Infedele»

Gianni Burato contornato da alcune delle sue «creature»
Gianni Burato contornato da alcune delle sue «creature»

Gianfranco Riolfi

Gianni Burato è morto. L’illustratore vignettista si è spento a 59 anni ieri mattina, all’ospedale di Borgo Trento, dove era ricoverato da qualche giorno per il riacutizzarsi di una grave malattia. È passato a miglior vita tra le braccia della moglie Iaia Zanella e i figli Alessandro e Anita, che lo hanno assistito e accompagnato fino alla fine.

Nel corso della sua lunga carriera Burato ha lavorato per le più importanti agenzie di pubblicità, creando illlustrazioni per i più famosi marchi dell’attività produttiva italiana e straniera. Non disdegnava però il disegno da diporto, quello fatto per gli amici, per l’artigiano incontrato al bar o per qualche festa di paese.

Ma Burato si è fatto conoscere in tutta Italia soprattutto per la sua dissacrante ironia, che accompagnava con vignette dal disegno pulito, preciso e suggestivo. Milo Manara, il fumettista veronese più famoso al mondo, di lui ha scritto: «Il suo talento di disegnatore è talmente lampante da convincerti già alla prima occhiata. Se poi lo osservi a lungo, i suoi disegni rivelano un’altra diabolica qualità: la capacità di osservazione, di individuare una quantità sbalorditiva di dettagli che solo lui è in grado di registrare e che anche tu ti ricordi di avere visto, ma solo dopo che te li ha spiattellati davanti. Tra le capacità straordinarie di Gianni, ce n’è una particolamente ammirevole: la cura che mette in qualsiasi cosa faccia».

«Perdiamo», dice il vignettista Giancarlo Zucconelli, «un ragazzo di enorme talento».

Cicca in bocca e un bicchiere di vino davanti, stava ore a curare i dettagli di un lavoro già praticamente finito. Con Milo e Nives Manara, Alberto Cavazzuti e un manipolo di giovani buontemponi, Burato ha fondato “Verona Infedele”, il mensile satirico diretto dall’amico Cesare Furnari, che dalla fine degli anni Ottanta al 2000 ha sbeffeggiato il potere veronese, con frequenti “incursioni“ dissacranti in Curia.

L’illustratore veronese ha disegnato per diverse testate satiriche italiane, da “Cuore” a “Il Fatto quotidiano”, ma indimenticabili rimangono le tavole di copertina realizzate per il “Venerdì di Repubblica”.

Nel 1995 ha vinto il Premio internazionale Satira Politica di Forte dei Marmi, sezione multimediale, per i disegni del cd interattivo, “MegalomaNet”, riconosciuto da Apple Italia. Nel 1998, ancora alla rassegna di Forte dei Marmi, ha ricevuto il premio speciale “Pino Zac”, per le illustrazioni satiriche dedicate all’euro.

Il tempo per lui era solo una questione meteorologica, il ritardo, anche nella consegna dei lavori, era normalità anche per i clienti che affidavano all’illustratore veronese la cura della propria immagine. Al “Venerdì di Repubblica” ricordano che un giorno hanno dovuto bloccare il volo Verona-Roma di Meridiana per aspettare che Burato arrivasse col suo Ciao sotto la scaletta, con il disegno di copertina appena terminato.

Genio e sregolatezza, Gianni aveva una mente fine e una mano divina, da infedele era fedele al buon gusto, al bello e al libero pensiero. Lascia un vuoto incolmabile nel panorama artistico e culturale veronese.

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