Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
23 gennaio 2018

Cultura

Chiudi

20.11.2017

UN SECOLO
NEL SEGNO
DI LEICA

«Place de l'Europe. Gare Saint Lazare» di Henry Cartier-Bresson
«Place de l'Europe. Gare Saint Lazare» di Henry Cartier-Bresson

La famosa foto del 1932, «Dietro Gare Saint-Lazare» di Henri Cartier-Bresson che riprende un uomo che sta facendo un salto. Ernesto «Che» Guevara Guerrillero Heroico nel celebre scatto del 1960 di Alberto Korda e Kate Moss nel ritratto del 1996 di Paolo Roversi. Tutte foto scattate con una Leica, la compatta, piccola, maneggevole, silenziosa macchina fotografica che ha rivoluzionato il modo di realizzare e percepire le immagini. Perfetta per documentare la vita di tutti i giorni, sulla strada.

Alla «lillipuziana» come la chiamava il creatore, l’ingegner Oskar Barnack, e ai grandi maestri che la hanno usata è dedicata una mostra imperdibile, «I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica», aperta a Roma, al Complesso del Vittoriano Ala Brasini, unica tappa italiana dell’esposizione che si concluderà il 18 febbraio.

Prodotta e realizzata dal Gruppo Arthemisia e Contrasto, a cura del rinomato Hans-Michael Koetzle, critico della fotografia, l’esposizione italiana che arriva dopo varie tappe nel mondo, a partire dal 2014 ad Amburgo, da spazio anche alle fotografie di Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore. A Gianni Berengo Gardin, a cui è stato conferito il prestigioso «Leica Hall of Fame Award» (ne riferiamo a fianco), è riservata una intera parete. «Finora sono state organizzate tante mostre sulla tecnica Leica. Questa è la prima in cui si è preso in considerazione ciò che la Leica ha dato al mondo visuale. Abbiamo voluto dare un esempio il più ampio possibile di ciò che con questa macchina si è fatto nei paesi del mondo e raccontare le fotografie migliori del XX secolo» spiega Koetzle.

Dal 1920 a oggi, la mostra raccoglie oltre 350 stampe d’epoca originali, locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche, prime edizioni di libri, documenti d’archivio, filmati su grandi fotografi come Cartier-Bresson e Garry Winogrand e ci fa capire come gran parte delle immagini impresse nella nostra memoria siano state realizzate proprio con una Leica, ovvero la LEItz CAmera costruita nel 1914 ma arrivata sul mercato, a causa della guerra, nel 1925 quando costava 90 marchi, tre volte lo stipendio di un operaio. Dal libro di consegne con tutti i numeri di serie e dai ai primi modelli agli attuali della fotocamera che adottò la pellicola cinematografica 35 mm, meno costosa e più veloce, la sua forma compatta non è mai mutata.

«È nata perfetta. Come la Fiat 500, la forma ideale è stata trovata immediatamente. La rivoluzione di questa macchina fotografica è paragonabile a quella digitale ai giorni nostri», sottolinea il curatore della mostra che composta da 16 sezioni con foto di Sebastiao Salgado, Elliott Erwitt, William Eggleston e le sue immagini a colori, fino ai ritratti del 2013 di Bruce Gilden. Koetzle cita tra i pezzi più importanti in esposizione proprio «Dietro Gare Saint-Lazare» di Cartier-Bresson che è stato il primo a fare vedere come con una macchina fotografica semplicissima si potessero fare foto d’autore, e «Un miliziano colpito a morte» del 1936 di Robert Capa come grande esempio di fotogiornalismo. Altra immagine iconica anni ’50 «Sul vaporetto» di Berengo Gardin, «un esempio perfetto di quanto complesso sia il mondo visivo della Leica».

«È una opportunità unica di vedere una sintesi di 100 anni di storia attraverso le più grandi fotografie che vengono dalle più importanti collezioni» ha spiegato il fondatore e direttore di Contrasto, Roberto Koch. Sono foto della storia, della politica, della società e della moda ma soprattutto «sono una prova tangibile delle emozioni» come dice Koetzle.

Mauretta Capuano
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1