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22 settembre 2018

Cultura

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18.07.2018

Gli scatti di Scianna aprono una finestra sull’Alzheimer

Affrontare visivamente tematiche e problematiche come quelle legate alla sofferenza e alla malattia, è cosa complessa e delicata, che richiede una profonda sensibilità, uno sguardo rivolto alla persona e, soprattutto, alla possibilità di creare con la stessa persona una dimensione empatica dentro cui condividere l’esperienza e la relazione. È questo uno degli aspetti primari in cui si muove chi intende rappresentare e interpretare la sofferenza o meglio le sofferenze e le identità altrui. Ed è quanto su cui si è cimentato nel suo ultimo lavoro Ferdinando Scianna (Bagheria, 1943), tra i più importanti fotografi internazionali, primo italiano a far parte dell’Agenzia fotografica Magnum Photos, in una sorta di reportage «vis à vis» con i malati di Alzheimer. Scianna ritiene «che l’aspirazione di un fotogiornalista e di chi usa fotografie nel giornalismo sia di essere credibile. Ma la credibilità, più che la verità, è frutto dell’autorevolezza di chi comunica. E l’autorevolezza si costruisce, si legittima nel tempo con il lavoro scrupoloso, con gli strumenti che si usano per comunicare, con l’onesta sincerità delle intenzioni e del linguaggio». Ed è così che Scianna entra in mondi e situazioni di dolore che coinvolgono famiglie, persone e i propri cari, ed è un’empatia viva e diretta quella che costruisce per cogliere l’aspetto autentico della persona ritratta. Scianna ne è ben consapevole. Così, da grande fotografo e narratore, racconta le persone ritratte nella loro condizione, tra espressività e dignità. E i suoi ritratti in mostra all’«Alzheimer Fest», la rassegna ideata dal giornalista Michele Farina, in programma a Levico Terme (Trento) dal 14 al 16 settembre, sono la rappresentazione non solo di persone affette dalla malattia, ma anche, la testimonianza di una loro ripresa, una partecipazione e una vitalità a cui il fotografo ha dato visibilità nel corso della loro quotidianità, con una visione nuova, tesa a indagare le dinamiche dell’Alzheimer. •

Enrico Gusella
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