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24 gennaio 2018

Cultura

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09.12.2017

Falcone e Borsellino, la mostra arriverà anche a Verona

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia a Capaci e in via D’Amelio a PalermoLa mostra dedicata ai due magistrati e inaugurata a Venezia
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia a Capaci e in via D’Amelio a PalermoLa mostra dedicata ai due magistrati e inaugurata a Venezia

Inaugurata a Venezia a Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, la mostra fotografica «L’eredità di Falcone e Borsellino», arriverà anche a Verona. Le date non sono ancora certe, però lo staff dirigenziale di Palazzo Barbieri è in contatto con gli organizzatori: sia il sindaco Federico Sboarina che l’assessore alla Cultura Francesca Briani hanno dato il loro benestare. Attualmente gli uffici comunali infatti sono in contatto con l’Ansa per la parte organizzativa, stanno aspettando di sapere costi e dimensioni della mostra per decidere come fare. La sollecitazione era arrivata a fine novembre proprio da una consigliera regionale. Orietta Salemi del Pd che il giorno dell’inaugurazione aveva sottolineato: «Un’esposizione dal grande valore, che ci ricorda l’eredità che i due magistrati ci hanno lasciato con la loro storia fatta di coraggio, determinazione, spirito di giustizia e un profondo senso dello Stato. È una mostra da vedere e far vedere, soprattutto ai più giovani perché le immagini dei due magistrati, a cominciare dalla loro più semplice quotidianità, commuovono per la loro naturale e disarmante semplicità di uomini a servizio del proprio Paese». «Per questo ho scritto al sindaco di Verona perché manifesti da subito la volontà di ospitare a Palazzo Barbieri questa mostra e darle tutto il rilievo che merita, così come previsto dalla sua stessa natura di esposizione itinerante». Appello accolto: «È una mostra fotografica», spiega l’assessore Briani, «che dà il giusto risalto a due eroi moderni. Falcone e Borsellino hanno sacrificato la propria vita in nome dello Stato e soprattutto del valore di giustizia. Il Comune è intenzionato ad ospitare questa occasione culturale e ringrazio Orietta Salemi per la segnalazione. Siamo adesso in fase preliminare ma ci tengo al buon esito perché è giusto che i cittadini ricordino quegli avvenimenti della storia italiana e soprattutto che i giovani sappiano cosa è successo. Vedo infatti una grande valenza informativa rivolta alle nuove generazioni». «Si prova una forte emozione nel soffermarsi davanti ai 26 pannelli e alle 150 foto di questa mostra – aveva sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti - nello scoprire che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono ancora ben presenti e vivi nella memoria, e come la loro battaglia per la legalità non sia stata fermata dalle bombe che, venticinque anni fa, il 23 maggio e poi il 17 luglio del 1992, segnarono un ulteriore passo della guerra portata dalle organizzazioni mafiose al cuore dello Stato». Un’occasione anche per le scuole superiori, come spiega l’assessore regionale Donazzan «che dovrebbero inserire nel calendario delle attività una visita alla mostra fotografica sull’eredità di Falcone e Borsellino, ospitata nella sede del Consiglio regionale del Veneto». Il percorso fotografico itinerante dedicato ai due magistrati assassinati dalla mafia, è curato da Ansa, in collaborazione con il Miur, l’Associazione nazionale Magistrati e con l’Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza, in coincidenza con il 25° anniversario della strage di Capaci. «Invito dirigenti scolastici e insegnanti a proporre ai loro ragazzi questo incontro diretto con questo drammatico capitolo della storia dei nostri giorni, che continua a segnare il nostro tempo. E se il calendario scolastico e delle festività non dovesse lasciare margini di flessibilità, invito gli studenti del Veneto ad approfittare delle vacanze natalizie per non perdere la tappa veneziana di questa mostra itinerante che sta facendo il giro dell’Italia intera». La mostra, aperta sino al 25 gennaio, si articola in 150 foto che raccontano la vita dei due magistrati, dall’adolescenza a Palermo alla nascita del Pool antimafia, alle stragi del ’92 e a quanto è avvenuto dopo. •

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