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24 aprile 2018

Cultura

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20.11.2017

«Col digitale si è realizzata
la rovina della fotografia»

Gianni Berengo Gardin
Gianni Berengo Gardin

Gianni Berengo Gardin, il più apprezzato fotografo italiano del dopoguerra, ha ricevuto il prestigioso Leica Hall of Fame Award, conferito da Leica Camera Ag. A una selezione delle sue opere, tra cui la famosa foto «Sul vaporetto» del 1960, è dedicata una parete della mostra «I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica» che si è aperta il 16 novembre al Complesso del Vittoriano-Ala Brasini, a Roma, unica tappa italiana. «Sono lusingato, onorato. È un premio di riconoscimento alla mia fotografia e alla fedeltà per 62 anni a questa macchina, la Leica» dice Berengo Gardin. «Il modo di fotografare è cambiato molto. Oggi la fotografia è più superficiale. Con il digitale e soprattutto con i telefonini si è realizzata la rovina della fotografia. Lo dicono anche Erwitt e Salgado», sottolinea Berengo Gardin al quale, in occasione del premio, è stata consegnata anche una fotocamera analogica Leica M-A meccanica, con un obiettivo realizzato appositamente per lui. E in tutti i Leica Store d’Italia è stata inaugurata una selezione di fotografie realizzate da Berengo nella città in cui si trova lo store: Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino. Le foto in mostra al Vittoriano «erano un modo per raccontare il mondo. Oggi ci si limita a raccontare fatti personali che non interessano a nessuno. Il piatto che mangio, le scarpe della fidanzata. È questo che è cambiato. Tutti fotografano tutto con il telefonino. Il mestiere di fotografo non è così più remunerato e quindi i giovani non si interessano alla fotografia, al massimo fanno foto di moda ma non di reportage, che non vengono pagati. I fotografi buoni, come quelli della Magnum, fotografano ancora alla vecchia maniera, ma sono pochi ormai», sottolinea il fotografo che ha 88 anni. M.C.

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