Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
13 novembre 2018

Cultura

Chiudi

07.06.2018

ARCHITETTURE E PAESAGGI

Marina di Ravenna (Foto eredi Ghirri/Courtesy Editoriale Lotus)
Marina di Ravenna (Foto eredi Ghirri/Courtesy Editoriale Lotus)

«Vedere un paesaggio come se fosse la prima e l’ultima volta determina un sentimento di appartenenza ad ogni paesaggio del mondo». È quando affermava uno dei più grandi fotografi italiani, Luigi Ghirri (1943-1992), a cui il Museo di Fotografia Contemporanea alla Triennale di Milano dedica la mostra «Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura» (fino al 26 agosto). Nato a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1943, Ghirri si avvicina alla fotografia nei primi anni Settanta, avviando una felice collaborazione editoriale con importanti riviste tra cui «Lotus». L’architettura e il paesaggio, indagati con uno sguardo lirico e poetico – dalle città alla pianura padana, dalle metropoli ai paesi di campagna -, sono i soggetti che Ghirri privilegiò all’interno di un corpus fotografico legato sia all’opera di singoli architetti che alle esposizioni della Triennale di Milano. Ben 300 fotografie - tra stampe originali, immagini proiettate e una selezione di pubblicazioni, molte delle quali inedite -, appartenenti all’archivio di «Lotus» e alla Triennale di Milano, scandiscono la rassegna milanese evidenziando lo straordinario talento di Ghirri nella fotografia e nell’editoria. Sette le sezioni in cui si articola la mostra curata da Michele Nastasi: da «Un’idea dell’Italia» - che raccoglie i materiali originali di Paesaggio italiano e il Quaderno di «Lotus» pubblicato da Ghirri nel 1989 - all’«Atlante Metropolitano» con le sequenze dell’«Atlante fotografico delle metropoli», sul tema delle città, passando per «La grande pianura», dedicata alle fotografie di Ghirri sui progetti di Aldo Rossi a Modena e a Parma. A seguire è la tomba Brion di Carlo Scarpa a San Vito di Altivole, in cui a risaltare è l’architettura e i caratteri del giardino. Ma è «Nel progetto domestico» che rivivono le stampe originali dell’omonima mostra alla XVII Triennale di Milano con gli allestimenti di 27 architetti, designer e artisti internazionali - tra cui Aldo Rossi, Mario Merz, George Segal, Ettore Sottsass, Daniel Libeskind, Achille Castiglioni, Peter Eisenman -, e che segnò il rapporto di Ghirri con la ricerca d’avanguardia e le sperimentazioni sull’abitare nell’architettura e nell’arte. E ancora, di grande interesse, è la «Triennale e il parco» con foto inedite che ritraggono l’architettura in rapporto al parco Sempione e ad altri monumenti come il Castello Sforzesco, l’Arco della Pace e la fontana dechirichiana dei Bagni Misteriosi. Mentre in «Atlante Metropolitano» sono le sue fotografie – alcune scattate negli Stati Uniti che sembrano anticipare una condizione di frammentazione e incompiutezza delle metropoli - e di altri autori internazionali che affrontano i temi delle grandi città. E che l’editoria legata all’architettura sia stata un riferimento costante per Ghirri è testimoniato dalla pubblicazione delle immagini e dei testi di «Paesaggio italiano», concepito come il suo primo vero libro d’autore, in una collana dedicata agli architetti. Così, il fotografo emiliano con il suo sguardo, intenso e profondo, e la sua visione del mondo ha segnato non solo la forza visiva della fotografia ma, anche, il carattere valoriale del paesaggio e delle architetture, straordinari beni culturali di cui il nostro Paese e i nostri territori sono la diretta espressione e testimonianza. •

Enrico Gusella
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1