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21 luglio 2018

Cultura

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24.12.2017

Da Verona a Parigi per dirigere due musei

Beatrice Avanzi
Beatrice Avanzi

L’Italia importa dall’estero direttori di gallerie e musei? Bene, Verona «esporta» in Francia una sua ancor giovane, ma ormai navigata esperta d’arte, Beatrice Avanzi, storica dell’arte italiana dell’Ottocento e Novecento e definita piena di talento e di tenacia, diventata direttrice di due musei parigini, il Musée Jacquemart-André con 380.000 visitatori l’anno e il Musée Maillot, con 260.000 visitatori l’anno, ai quali si è aggiunto l’Hotel de Caumont Centre d’Art, con 350 mila visitatori, una dimora del Settecento ad Aix en Provence, acquistato da Culturespaces e aperto alle visite dal 2015. La nuova direttrice dovrà produrre sei mostre all’anno, due per ciascun sito, garantendone il contenuto scientifico, «ma tentando anche di fiutare», spiega, «le esigenze del pubblico e rispondere alle sue aspettative». Un impegno che, comunque, non la fa tremare, visti i precedenti sintetizzabili in 10 anni dedicati alle mostre del Mart di Rovereto, dove si è fatta le ossa a fianco di Gabriella Belli, e poi a Parigi, chiamata da Guy Cogeval direttore del Musée d’Orsay. Ed ora Culturespaces, considerato come primo operatore culturale francese. «Culturespaces», precisa l’esperta veronese, «è unica in Francia. Ha in concessione la gestione, dalla biglietteria alla programmazione di eventi, di diversi monumenti storici, come il Teatro antico di Orange e Villa Ephrussi de Rotschild a Saint Cap Ferrat. Produce mostre tradizionali, ma guarda anche al digitale. Tanto che presto aprirà a Parigi un nuovo centro di arte digitale. Per il nostro presidente Bruno Monnier, il digitale e il futuro della mostra d’arte. Può attirare un pubblico giovane ed essere un’alternativa quando non è possibile una mostra tradizionale per i costi eccessivi delle assicurazioni o per le difficoltà ad ottenere prestiti. Io, da storica dell’arte, spero che queste mostre diano anche la voglia alle persone di entrare nei musei tradizionali». Beatrice Avanzi segue in questo periodo in particolare il Maillot con due progetti: uno con una parte della collezione Guggenheim, a New York nel 2019, e una su Giorgio De Chirico, «che mi sta particolarmente a cuore», sottolinea. E poi c’è il Jacquemart-André per il quale è al lavoro per una mostra mai realizzata a Parigi su Caravaggio per l’autunno 2018. Il progetto è curato da Francesca Cappelletti. «Spesso il nome di Caravaggio è un pretesto per esporre i caravaggeschi», dice Beatrice Avanzi. «Questa, invece, sarà una mostra vera, centrata sugli anni romani fino alla fuga a Napoli. E i musei italiani sono stati prestatori generosi. Stiamo aspettando la risposta dell’ Ermitage per il”Suonatore di liuto” ora in restauro». • F.R.

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