19 febbraio 2019

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21.10.2018

Scrivere per amore Sbanca Pacchiano con «Gli anni facili»

Da sinistra, Marco Ongaro, Giovanna Tamassia e lo scrittore Giovanni Pacchiano FOTO MARCHIORI
Da sinistra, Marco Ongaro, Giovanna Tamassia e lo scrittore Giovanni Pacchiano FOTO MARCHIORI

«Gli anni facili» dello scrittore milanese Giovanni Pacchiano, edizioni Bompiani, sbancano al Premio «Scrivere per amore», aggiudicandosi anche il nuovo Premio speciale assegnato dalla giuria tecnica della città e intitolato a Giulio Tamassia, fondatore del Club di Giulietta e del Premio letterario. Ieri sera al Teatro Nuovo la cerimonia di consegna del riconoscimento, edizione numero 23, promosso dal Club di Giulietta, con la Fondazione Pordenonelegge.it e Crédit Agricole FriulAdria, con la presidente del Club di Giulietta Giovanna Tamassia, Marco Ongaro che ha fatto da conduttore, i tre finalisti, i componenti della giuria nazionale e di quella tecnica, e con Paolo Valerio che ha letto brani dei tre romanzi presentati al pubblico e poi commentati dagli stessi autori. Il romanzo di Pacchiano, recitano le motivazioni della giuria guidata dal critico e saggista Masolino D’Amico, con tre scrittrici e poetesse Alba Donati, Isabella Leardini e Giovanna Cristina Vivinetto, «rievoca, con uno sguardo affettuoso ma non inquinato dalla nostalgia, la Milano ingenuamente ottimista di mezzo secolo fa, teatro della crescita di un giovane che, attraverso tentativi e false partenze, avanza nella conoscenza di se stesso. In questa vicenda, che proprio come la vita tarda a decidere il proprio percorso e ha svolte inaspettate, l’amore sembra a lungo una chimera lontana, che si rivela in modo inatteso». Con Giovanni Pacchiano erano approdate alla serata finale del Premio anche l’autrice tedesca Sylvie Schenk per Veloce la vita (Keller) che narra la storia forte e commovente di una donna, del passaggio all’età adulta, dello scorrere veloce del tempo, e la scrittrice olandese Connie Palmen con Tu l’hai detto (Iperborea) che ripercorre la grande e drammatica storia d’amore tra Sylvia Plath e Ted Hughes, con una narrazione particolare che dà voce al protagonista maschile. L’amore protagonista ma non in modo banale o scontato, che si manifesta nelle esistenze dei protagonisti e nelle loro relazioni, come ha precisato Masolino D’Amico, «che dà vita a storie interessanti, che entrano nei molteplici aspetti della vita delle persone». A Giovanni Pacchiano sono andate la targa del Premio e quella intitolata a Giulio Tamassia, opera dello scultore Sergio Pasetto, oltre ad un assegno da duemila euro. «Non mi aspettavo di vincere. Con me c’erano due concorrenti fortissime, con due romanzi belli e veri», ha detto Pacchiano che si è più volte emozionato, dedicando il premio a sua moglie. «Scrivere è un atto di vita, non è un lavoro, o se lo è, non deve mai scordarsi questo precetto». •

Elena Cardinali
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