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22 gennaio 2018

Cultura

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07.11.2017

Lissy, un thriller tra i masi dell’Alto Adige

Luca D’Andrea alla Feltrinelli FOTO MARCHIORI
Luca D’Andrea alla Feltrinelli FOTO MARCHIORI

Chi è «Lissy»? Lui, Luca D’Andrea, bolzanino, 37 anni, dopo l’exploit editoriale mondiale con la pubblicazione in oltre 30 Paesi di «La sostanza del male», si guarda bene dal rivelarlo. Ospite della «Feltrinelli», sorride e la chiama «la mia piccola dolce Lissy», il titolo del suo ultimo romanzo. «Forse è un chi o un cosa», dice. Ma di «thriller» si tratta e non sta bene svelare troppo.

Quattro protagonisti evidenti, tanti ne individua Roberto Fasoli, al quale spetta di presentare autore ed opera. Più uno: «La montagna». Ma c’è sempre Lissy, «che forse è il sesto».

Storia ambientata nel 1974, in Alto Adige, dove vigeva in tutta la sua durezza la legge del «maso chiuso». Una giovane e bella donna in sposa al potente Herr Wegener, un tradimento e un furto imperdonabili, l’Uomo di Fiducia che ora bracca Marlene. E infine, e sempre, Lissy.

«Non sono uno scrittore di montagna», mette in chiaro D’Andrea, nel cui curricolum figura anche la serie di documentari «Mountan Heroes» sull’opera del Soccorso Alpino. «L’ambiente diventa semmai personaggio, con la sua durezza al di fuori delle immagini da cartolina. Non credo neppure nei “generi letterari“, il mio riferimento è la signora che vuole leggere qualcosa che le faccia dimenticare l’orologio. E questo impegno cerco di assolverlo al 110 per cento. Divertendomi, perché questo è la scrittura».

L’avventura che segue «La sostanza del male» è figlia anche della documentazione: sullo sfondo del romanzo c’è il mondo rurale altoatesino «che andava sparendo, alla vigilia», fa notare, «di sconvolgimenti che in Italia avrebbero portato agli Anni di Piombo e alle lotte per l’emancipazione femminile». Non è stato facile dare anima a Marlene («Siete così difficili voi donne», dice rivolto al pubblico) ma neppure a una storia che è «di ieri» ma comunque è già passato.

Scrittore atteso alla consacrazione dopo l’impatto con la fama mondiale? «Macchè, ogni libro è un’avventura. Ogni tanto all’alba guardo la gente nelle strade e mi dico: “Ecco, quel tipo va in fabbrica, quello sì che è un vero lavoro“». Resta il dubbio: chi o cos’è la piccola dolce Lissy?

Paolo Mozzo
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