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13 dicembre 2018

Cultura

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06.08.2017

L’app che mette
il museo in tasca
e lo racconta a tutti

Un’app che porta il museo in tasca, che rivoluziona e semplifica l’interazione tra visitatore e opera d’arte in genere, che permette di conservare anche fuori museo i suoi contenuti e le novità, una guida completa e comoda. Se ne è parlato alla tavola rotonda svolta nei giorni scorsi in Sala Rossa in Provincia nell’iniziativa organizzata dal Museo della Radio, incontro svoltosi nella giornata mondiale del brevetto Wireless di Marconi, dedicata al Social e la connessione globale, tecnologia Beacom e rivisitazione museale digitale, a cui hanno partecipato diversi addetti ai lavori e curiosi per assistere anche alla presentazione ufficiale della app Museo della radio per Android e per Ios, innovativa e prima nel suo genere a disposizione gratuitamente, che permette, passando davanti ad ogni punto del museo, una spiegazione parlata sul dispositivo da cui quale si è scaricata la app. L’iniziativa, che potrebbe essere estesa al sistema museale veronese, è stata seguita da testate televisive, anche nazionali, blogger e addetti a social network e da un folto gruppo di giovani.

Tutto organizzato dal Museo della Radio, supportato da Must in di Alex Mastini e App prodotta da Jiki e presentata da Federico Lanza. Ospite speciale dell’incontro Daniele Raimondi, veronese, tra i massimi esperti a livello nazionale della vita di Guglielmo Marconi, a cui sono stati dedicati i Radio Days con una mostra allestita da Alberto e Francesco Chiantera, presidente e direttore del Museo della Radio, nella Loggia Vecchia dei Palazzi Scaligeri. Qui, per due settimane, si sono alternati circa 4mila visitatori per vedere la serie di radio vintage, alcune molto curiose, messe in esposizione per celebrare il genio di Marconi, tra cui anche una radio didattica che serviva a illustrare ai futuri tecnici degli apparati radio il funzionamento dell’apparato. Questo reperto fa parte di una collezione di radio d’epoca acquisita dai Chiantera da un collezionista di Bologna, con diversi tipi di radio a transistor tra cui quella del Giubileo del 1953. E in questi giorni il Museo ha acquisito l’unico esemplare di Radio Gucci anni ’50 da un collezionista toscano che la certifica come unica. La radio monta macchina Irradio con scocca in legno e tela con marchio Gucci, intatta dopo 70 anni. E. CARD.

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