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21 gennaio 2018

Cultura

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29.07.2017

L’antico testo riproduce
scritti di Sulpicio Severo
e di San Girolamo

Volumi in Capitolare
Volumi in Capitolare

Quanto ai due testi trascritti da Ursicino, si tratta di due opere importanti dal punto di vista religioso e culturale: la Vita di san Martino è opera di Sulpicio Severo (360 circa- 420 circa), storico e saggista romano cristiano, originario della Gallia del sud, che, dopo una carriera brillante come avvocato, si ritirò in monastero. Le sue opere rivelano l’influenza stilistica degli storici romani, Sallustio e Tacito. Gli vengono, con sicurezza, attribuite opere di tipo storiografico e testi sull’agiogafia di san Martino di cui diventò amico intimo ed entusiasta discepolo. La biografia di san Martino più famosa è quella ricopiata da Ursicino. L’altra agiografia è opera di san Girolamo (347-420), monaco, scrittore, dottore della Chiesa, famoso per la Vulgata, la traduzione della Bibbia in latino. La Vita di Paolo di Tebe è stata scritta da Girolamo durante il suo soggiorno nel deserto siriano di Calcide nel IV secolo. Paolo di Tebe è considerato dalla tradizione cristiana il primo eremita, vissuto nel III secolo.

Il Codice, spiega il Prefetto della Biblioteca Capitolare, monsignor Bruno Fasani, racconta la vita di San Paolo di Tebe e San Martino di Tours, scritta da Sulpicio Severo nel IV secolo». Un libro bellissimo, con i primi caratteri semionciali e scene toccanti come il dialogo tra San Martino e il Diavolo. Ma la data e il riferimento al console Agapito «attesta che a Verona esisteva da tempo, probabilmente dal secolo prima, uno Scriptorium per la realizzazione di testi vari. Per questo è legittimo affermare, come riconosciuto a livello universale, che la Biblioteca Capitolare di Verona è la più antica esistente al mondo».

Per il «compleanno» dell’Ursicino si terranno nei prossimi mesi incontri e visite guidate. «L’obiettivo è aprire la Biblioteca al pubblico come museo. A settembre, un crowdfunding e a fine anno con l’Università di Verona verrà organizzata un’interessante mostra per illustrare come si scriveva nel Medioevo».E.CERP.

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