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15 dicembre 2018

Cultura

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17.06.2014

I gessi di Ugo Zannoni scultore Sfidò l'Austria con il suo Dante

Ugo Zannoni (1836-1919)
Ugo Zannoni (1836-1919)

Chi non conosce il monumento a Dante in piazza dei Signori? Ma chi conosce il nome dell'autore? Ugo Zannoni, scultore veronese di fama nazionale, nato il 21 luglio 1836 e morto il 3 giugno 1919. Un artista che va riscoperto, e bene ha fatto la Società Belle Arti, presieduta da Gianni Lollis, dedicandogli l'ultima mostra alla Loggia Barbaro, prima del trasferimento nella nuova sede espositiva all'ex chiesa di San Pietro in Monastero.
Fu proprio con il Dante che Zannoni fece il suo exploit, riscuotendo un grandissimo successo che gli aprì la carriera, come rileva Camilla Bertoni nel piccolo ma prezioso catalogo della rassegna, aperta fino al 27 giugno. Da lì al cantiere del Duomo di Milano, dove realizzò diverse opere, poi a Brera e alle Esposizioni Universali il passo fu breve.
Il monumento al sommo poeta fu inaugurato in silenzio all'alba del 14 maggio 1865: era una provocazione all'Austria, celebrare con la statua il padre della lingua italiana a 600 anni dalla sua nascita. La maquette nella versione in bronzo è esposta poco lontano, nelle sale della Galleria d'arte moderna Achille Forti al Palazzo della Ragione, «dialogando» con il vicinissimo originale in marmo della piazza, nonché, come osserva Patrizia Nuzzo in catalogo, con le due piccole sculture, anch'esse in marmo, raffiguranti i giovinetti, intenti in qualche occupazione, del ciclo Studio e lavoro, ritornate alla galleria dopo un lungo deposito presso un Ente esterno.
Ma le opere di Zannoni presentate finalmente al pubblico alla Loggia Barbaro, e che testimoniano un altro aspetto della sua attività, sono i tre bozzetti per monumenti funerari al Cimitero Monumentale, restaurati dopo che sono rimasti per decenni nella soffitta della scuola alle Stimate, dove lo scultore insegnò. C'è il bozzetto inedito del 1874 per il monumento funebre Trezza, inaugurato nel 1877; c'è il modello del 1888 che servì per la realizzazione del monumento funebre dedicato ad Antonio Zanella, valente matematico e ingegnere idraulico veronese. Il terzo è il gesso del 1894 che servì da prototipo per il monumento in pietra eseguito nello stesso anno per la famiglia Allegri Zorzi.
La mostra presenta anche altre sculture, tra cui una testa femminile velata del 1887 che mette in luce l'abilità di modellato, cifra distintiva del fare di Zannoni. C'è, sulle scale che portano alla Loggia Barbaro, un autoritratto di Zannoni, ma un suo ritratto «all'età di anni 36 dipinto da Vincenzo Hayez sotto la direzione di suo zio, il celebre professore di Brera Francesco Hayez. L'anno 1873» (così la dicitura nel retro del quadro) è conservato alla Galleria d'Arte Moderna. Il nipote del grande Hayez della Meditazione raffigura Zannoni, scrive Patrizia Nuzzo, «come un personaggio maschile in atteggiamento fiero, appena dissimulato da uno sguardo incerto, lievemente malinconico».
Oltre che a Palazzo della Ragione e alla Loggia Barbaro, Zannoni si può naturalmente riscoprire in giro per la città: oltre al Dante — esempio «di impegno civile e responsabilità morele» (Patrizia Nuzzo) — realizzò altri monumenti, dall'Aleardi in piazza Santi Apostoli al cardinale Canossa in Duomo. Zannoni fu generoso nei confronti della sua città, non solo nella realizzazione di opere che la punteggiano, ma anche per la sua munificenza nel donare la propria collezione d'arte al Comune.

Lorenzo Reggiani
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