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13 novembre 2018

Cultura

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19.10.2014

Donate alla città tre opere di Zenatello

Alessandro Zenatello, Spazi verdi (1930): una delle tre opere donate al Comune di Verona
Alessandro Zenatello, Spazi verdi (1930): una delle tre opere donate al Comune di Verona

Tre importanti opere del pittore veronese Alessandro Zenatello (1891-1977) entrano a far parte delle collezioni civiche comunali grazie a «una donazione generosa dell'erede Sandro Zenatello, figlio del celebre pittore», come informa un comunicato della Galleria d'arte moderna Achille Forti, che conserva il nome del filantropo e benefattore di Verona, anche dopo il trasferimento dal suo ceduto palazzo alla nuova sede nel Palazzo della Ragione. I tre dipinti dell'artista veronese «entreranno a fare parte del nuovo percorso espositivo progettato dal direttore artistico Luca Massimo Barbero», informa ancora la Galleria d'arte moderna. Si tratta del trittico Madonna degli angeli (dipinto attorno al 1915) e delle due tele intitolate Fiocchi rossi (1914) e Spazi verdi (1930).
Alessandro Zenatello è stato un artista appartenente al gruppo dei Pittori di Verona fondato da Felice Casorati, la cui produzione, legata specialmente alla celebrazione della natura e della vita campestre, affonda le sue radici nella storia culturale e artistica della città scaligera, segnando il passaggio tra la pittura di fine Ottocento e il nuovo movimento della Secessione Viennese.
Dopo la presenza alla Biennale di Venezia nel 1912 a soli 21 anni, Zenatello partecipa all'Esposizione Internazionale di Torino del 1918 e a quella di Vienna del 1921, attirando l'interesse di critici e curatori e conquistando riconoscimenti anche al di fuori dell'Italia. Notevole la sua attività come affreschista, in particolare per la scena della Madonna Assunta nella Chiesa Parrocchiale di Garda e la cosiddetta «celebrazione della natura» nella Villa Stefani di Noventa Vicentina.
«Con questo importante lascito», si legge nel comunicato della Galleria d'arte moderna, «viene reso onore all'uomo e all'artista, la cui sensibilità unita alla capacità tecnica ha saputo catturare, con morbide pennellate, scene dimenticate di vita quotidiana; ma, contemporaneamente, si rende omaggio alla stessa Verona, ricordando l'atmosfera d'antan che la città, con le sue leggendarie figure di letterati, pittori, artisti e scrittori, seppe evocare tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento».
I quadri donati. Il trittico della Madonna degli angeli forse fu dipinto nel periodo in cui l'artista era sotto le armi, durante la Prima guerra mondiale, assegnato a un reparto addetto ai ai dirigibili. Il ritratto di Fiocchi rossi non ha per modella la preferita Ines Marangoni, diventata sua moglie nel 1938 e da cui è nato il figlio Sandro nel 1946. Spazi verdi raffigura il paesaggio veronese dalle colline care al pittore, nato a Monteforte e vissuto a Caldiero, dove aveva il suo studio nella Rocca.

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