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18 luglio 2018

Cultura

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07.12.2017

Dall’Oca Bianca «in esilio» in fonderia

La statua del pittore Angelo Dall’Oca Bianca come appare nel progetto per piazza ErbeIl maestro Alberto ZucchettaL’assessore Francesca Toffali
La statua del pittore Angelo Dall’Oca Bianca come appare nel progetto per piazza ErbeIl maestro Alberto ZucchettaL’assessore Francesca Toffali

Elena Cardinali Era tutto pronto, statua, autorizzazioni, posizionamento. Mancava solo il nulla osta a procedere da parte del Comune. E manca ancora. Così la statua bronzea di Angelo Dall’Oca Bianca, realizzata dallo scultore Alberto Zucchetta, resta parcheggiata a tempo indeterminato nella fonderia Fratelli Fabris di Villafranca. La Giunta si riserva di decidere e non lo farà prima di gennaio, come spiega l’assessore alle attività produttive e all’arredo urbano Francesca Toffali: «Questa statua dovrebbe essere sistemata nel cuore di piazza Erbe, un luogo antichissimo della città, rimasto inalterato nei secoli. Porvi una statua è una decisione che va meditata, con il concorso di tutta la Giunta. Per questo ci siamo presi ancora del tempo». La pausa di riflessione della Giunta sull’idoneità del posizionamento del manufatto artistico, nato come omaggio al grande pittore veronese vissuto tra fine Ottocento e primi del Novecento per iniziativa del «Comitato Dall’Oca tra noi» presieduto prima da Giorgio Gioco (oggi presidente onorario) e ora da Giorgio Pasqua di Bisceglie, sta però suscitando qualche apprensione tra quanti hanno sostenuto il progetto, come il gruppo di artisti della Società Belle Arti di Verona di cui è presidente Gianni Lollis, insieme ad altri artisti veronesi, come Milo Manara, Giancarlo Zucconelli, Sergio Capellini e Novello Finotti, che un anno fa diedero vita ad un’asta, offrendo quadri e opere di scultura per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione dell’opera. La statua dovrebbe essere collocata in piazza Erbe, nello spazio davanti alla farmacia Signorini, prima del toloneo, spostando un poco la pedana che consente il passaggio delle persone disabili. Ma questa scelta logistica, che aveva passato anche l’esame della Soprintendenza, ora sta causando qualche problema. «Speriamo che le riflessioni della Giunta non si prolunghino troppo», auspica il presidente Pasqua di Bisceglie, «anche perchè, con la precedente Giunta, pareva che ormai fosse tutto a posto. Chiaro che il confronto è legittimo, ma si tratta di un’opera che esalta uno dei personaggi illustri della città, artista e filantropo. Dall’Oca Bianca lasciò tutti i suoi beni al Comune di Verona, quadri e sostanze, e in buona parte volle che a beneficiarne fossero i poveri, lui che li vedeva tutti i giorni in piazza Erbe a raccogliere i rimasugli del mercato della frutta e della verdura. Credo che a quest’uomo che ha dato tanto a Verona la città debba qualcosa». L’opera del maestro Zucchetta rappresenta il pittore a grandezza naturale intento a dipingere uno dei suoi scorci preferiti. La collocazione nel cuore di piazza Erbe, fa presente lo scultore, «vuole indicare il luogo dove Dall’Oca Bianca amava dipingere, per far vivere il ricordo nell’artista nel contesto della piazza». L’iniziativa di collocare un monumento ad Angelo Dall’Oca Bianca aveva preso forma al ristorante 12 Apostoli, lo stesso luogo dove era nato anche il progetto dell’altra statua vicino a piazza Erbe, quella al poeta dialettale Berto Barbarani, da una idea della giornalista Vera Meneguzzo, per ricordare e celebrare l’illustre pittore veronese. Subito si formò un sodalizio avviato il 26 marzo 2014, presenti 40 estimatori rappresentanti di importanti realtà della vita artistica, imprenditoriale e culturale veronese. Da questo comitato dal comitato partì l’iniziativa della raccolta fondi, culminata con l’asta delle opere donate da tanti artisti per recuperare fondi per terminare il monumento, che venne realizzata alla Gran Guardia nel novembre dell’anno scorso. Lo scorso marzo il progetto della statua a Dall’Oca Bianca era stato al centro di un servizio televisivo di Sereno Variabile, con interviste e riprese in piazza Erbe, nell’atelier di Zucchetta e in fonderia a Villafranca. E già allora pareva imminente il trasferimento del manufatto nel cuore della città antica, in mezzo a quei «piassaroti» che l’artista aveva immortalato tante volte, regalando ai posteri la fotografia di una Verona poetica nella sua quotidianità. Ma i tempi, a quanto pare, non sono ancora maturi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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