22 gennaio 2019

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23.05.2015

Aloni magici di Butturini, eco astrale di Hashimoto

Simone Butturini, Millefoglie, in mostra alla Galleria Giorgio Ghelfi
Simone Butturini, Millefoglie, in mostra alla Galleria Giorgio Ghelfi

GALLERIA GIORGIO GHELFI Quale che possa essere il tema che Simone Butturini interpreta con la sua pittura, l'artista riesce a suscitare un alone di mistero, di attesa, di interrogazione. La sua è una poesia ricca di nuances, di accordi più suggeriti che definiti. Così nella mostra «Luci e parole – Interno Esterno: colazioni e architetture industriali», aperta fino al 31 maggio alla galleria di piazza Erbe 31. Per gli interni, in tecnica mista su tela, i salotti accoglienti ma solitari dell'Hotel Valganna. Ugualmente inquietante Antichi presagi con quel tavolo lucidissimo su cui sono posti due piatti, una zuppiera e un unico bicchiere. Più solari gli interni di Una domenica mattina di giugno e Luci e parole dove si avverte la speranza di un giorno lieto. Provoca un turbamento l'interno dai toni blu di Zuccherificio, un esempio di archeologia industriale che non si limita alla struttura, ma evoca vite e lavoro, i pensieri che nell'immenso capannone si sono succeduti. Per gli esterni, spettacolari le torri d'acqua che svettano contro il cielo cosparso di nuvole bianche e azzurre con la maestosità di cattedrali. Complessa la loro architettura con le sottili ma forti colonne, con le cupole tondeggianti o a tronco di piramide. Una sacralità insita nell'acqua che contengono, con significato di fonte di vita concreta e spirituale. Butturini non dimentica il senso del viaggio con un soggetto particolarmente originale, il dirigibile, dove a terra aspettano di salire avventurose persone. Una novità sono le «colazioni» a pastello su carta o tecnica mista su tessuto damascato. Alcune opere come Maialino da latte croccante, castraure e profumo di lime e ginepro e Millefoglie sono dedicate alla chef Giancarlo Perbellini. I cibi, nei fantasiosi accostamenti coloristici, danno un'idea di monumentalità quasi fossero anch'essi torri che svettano dal piatto. Da esperto pittore, i bagliori degli argenti, la trasparenza dei cristalli, la luce delle porcellane. Oggi alle 18 alla mostra sarà proiettato anche il video La fabbrica della tela, per la regia di Luca Caserta, dove si illustra tutta la storia di un quadro, dalla creazione del supporto, fino al risultato finale.
STUDIO LA CITTÀ La contrapposizione fra vuoto e pieno si allinea alla natura nei suoi diversi ritmi per Jacob Hashimoto, ospite della galleria in lungadige Galtarossa 21 fino al 12 settembre. L'artista, attratto dai rapporti tra spazio e tempo e dalle dinamiche astrali legate ai pianeti e alle costellazioni, dà vita alla sua nuova ricerca con mirabili lavori, in un gioco di rapporti estremamente calcolato e calibrato. Le opere a parete, i noti «aquiloni», sembrano essere protetti da un immenso albero tecnologico che pende dal soffitto, fatto di sottilissimi fili di ferro. Un oggetto che può essere anche interpretato come una enorme tromba di grammofono fatta per irradiare una possibile/impossibile musica stereofonica. Intorno, scatole magiche in legno, sintetizzate nei contorni che contengono gli oggetti più inusitati della fantasia. Ogni lavoro dell'artista è al servizio della natura in una identificazione assolutamente insolita e originalissima. Si ha l'impressione che la natura si adegui alle nuove visioni dell'uomo che tende a tecnologizzare ogni realtà o fantasia. Un senso di estrema levità negli «aquiloni», incantevoli nella loro tridimensionalità, una sorta di paesaggio astratto in sospeso fra reale e artificiale. Queste creazioni, fatte da piccolissimi dischi, sono realizzate con bambù, dacron, carta, nylon, acrilico e pigmenti. Una specie di sfida coinvolgente dove lo spettatore può scatenare la sua immaginazione. Scrive il curatore Luca Massimo Barbero in un suo testo del 2010: «Ecco allora la dialettica tra unità e frammento, il tutto costituito da infinite piccole parti accostate e moltiplicate senza soluzione di continuità».
FESTIVAL BIBLICO A Sant'Eufemia fino al 24 maggio (orario: 10-12; 16-19) «Un luogo di bellezza: la Sagrada Familia», foto della basilica di Barcellona capolavoro di Antoni Gaudí, a cura di Mariella Carlotti. A Santa Maria in Chiavica oggi alle 15,30 si inaugura «In te c'è più di quanto tu creda», mostra - incontro con il filosofo Claudio Antonio Testi su Lo Hobbit di Tolkien, illustrato da giovani e insegnanti del liceo artistico Nani-Boccioni. Al termine della mostra, aperitivo-fantasy al caffè Casa Mazzanti di piazza Erbe. Oggi alla Biblioteca Capitolare (9,30 - 12,30; 15,30-18,30) è in mostra il Codice Burdigalense, racconto medievale di un pellegrinaggio in Terra Santa, all'epoca di Costantino. Oggi a San Zeno, tutta la giornata, visite guidate ai bassorilievi di Nicolò; a San Procolo, ri-espressioni artistiche sulla creazione realizzate dai ragazzi della Piccola Fraternità di Legnago. Nella chiesa di San Siro e Libera (Teatro Romano, orari: 10 - 18) fino al 24 maggio mostra dei rilievi artistici e architettonici effettuati dai liceali.

Vera Meneguzzo
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