Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
24 settembre 2018

Cultura

Chiudi

29.08.2009

Beatles, le ragioni del «divorzio» dei Fab Four

Fu una manovra sbagliata di John Lennon, a provocare la separazione dei Beatles: lo scrive il quindicinale Usa Rolling Stone, in un lungo articolo-inchiesta dedicato alla fine dei Fab Four, poche settimane prima dell'uscita del catalogo rimasterizzato dei quattro di Liverpool. Com'è noto, fu Paul McCartney, nell'aprile 1970, ad annunciare la fine dei Beatles, pochi mesi dopo che John Lennon, nel settembre 1969, aveva informato i suoi tre partner della sua intenzione di andarsene. Secondo il giornalista Mikal Gilmore, che ha indagato un anno intero (riascoltando in particolare una intervista rilasciata da Lennon a RS nel 1970, e prendendo complessivamente 1440 pagine di appunti), la rottura tra i Beatles è stata peggio di un divorzio. A parlare di divorzio era stato a suo tempo lo stesso Lennon, ma secondo Gilmore la rottura «è stata qualcosa di diverso e di ben peggiore di un divorzio». Secondo Gilmore i Beatles non avrebbero voluto in realtà separarsi, e comunque non a quel momento, ma «McCartney è stato messo in una posizione impossibile da John Lennon, George Harrison e Allen Klein», il manager che si occupò dei Quattro dopo la morte di Brian Epstein. Il giornalista sostiene che George e soprattutto John hanno iniziato a «sabotare» i Beatles a partire dal 1968, giudicando che Paul aveva troppo potere. Gilmore difende a spada tratta Paul, giudicando che l'annuncio finale del 1970 non è stato «un gioco» ed è stato provocato dalla consapevolezza che i Beatles erano davvero finiti e che non c'era più nulla da fare. Per il cronista di RS Paul «ha amato i Beatles più degli altri, e certamente ha amato John più di quanto John lo amasse. È grazie alla determinazione e alla tenacia di Paul che i Beatles sono rimasti insieme e si sono mossi così bene dopo la morte di Epstein, il manager che li ha resi famosi».

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1