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20 giugno 2018

Cultura

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19.04.2017

Tessuti e arte nelle trame del Giorgione

Il museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto ospiterà dal 27 ottobre 2017 al 4 marzo 2018 la mostra «Le trame di Giorgione», curata da Danila Dal Poss. Ricca di capolavori dal ’500 al ’700, presenta un aspetto singolare per nuove storie e possibili nuove prospettive, perché si muove sul doppio binario della storia dell’arte e della storia del tessuto, combinazione di ricerche che diviene storia del costume della Serenissima.

È la chiave allegorica la cifra interpretativa della mostra e quindi dell’opera di Giorgione in particolare, partendo dalla pala giorgionesca di Castelfranco, studiando i cinque differenti tessuti dei personaggi e del tappeto, raffigurati con estrema precisione, come messaggio al senato veneziano in merito alle vicende dell’isola di Cipro.

Così le trame, cioè i tessuti, dei tanti personaggi ritratti dai pittori del Veneto e solo della Serenissima, che possedeva un territorio che andava da Bergamo all’Egeo.

I pittori sono Giovanni Bonconsiglio, Pier Maria Pennacchi, Vincenzo Catena, Francesco Bissolo, Giorgione, ovviamente, Giovanni Cariani, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Andrea Previstali, Bartolomeo Veneto, Bernardo Licinio, Domenico Capriolo, Jacopo Bassano e Paolo Veronese. Le trame degli abiti sono realizzate con tessuti allora costosissimi per testimoniare lo status symbol, la ricchezza, la mondanità e il gusto dello sfarzo per apparire.

Così avviene per il ’600, anche se le cose per la Serenissima non andavamo bene come nel secolo precedente.

Infine il percorso dedicato al ’700, nel quale verrà esposta la collezione tessile del Duomo di Castelfranco; abiti, corpetti, guanti e borsette provenienti da Palazzo Mocenigo di Venezia. Una mostra come omaggio storico alla grande tradizione veneziana della tessitura che per secoli fu l’industria per eccellenza della Serenissima con migliaia e migliaia di occupati.

La delocalizzazione della produzione tessoria industriale arricchirà altri centri e altre industrie quali l’impresa Bottoli di Vittorio Veneto che allevava pecore nere per non aver bisogno della tintura delle lane; gli arazzi della Bonfante di Mussolente; la Serica di Follina che esportava le sue sete fino in Cina.

Francesco Butturini
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