16 febbraio 2019

Cultura

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02.01.2019

Schmidt: «La Germania restituisca il quadro rubato»

FIRENZE «Un appello alla Germania, per il 2019: ci auguriamo che nel corso di quest’anno possa essere finalmente restituito alle Gallerie degli Uffizi il “Vaso di Fiori“ di Jan van Huysum, rubato da soldati nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e, attualmente, nella disponibilità di una famiglia tedesca che dopo tutto questo tempo non l’ha ancora reso al museo nonostante le numerose richieste da parte dello Stato italiano». Così l’appello, diffuso anche via Internet del direttore tedesco degli Uffizi, Eike Schmidt. Il dipinto, un olio su tela appartiene alle collezioni di Palazzo Pitti dal 1824, quando fu acquistato dal granduca Leopoldo II. Per oltre un secolo restò nella sala dei Putti, ma nel 1940, quando la reggia fu evacuata, il quadro fu trasferito in ville del contado. Nel 1943 era a villa Bossi Pucci dove militari tedeschi in ritirata lo portarono via con altre opere. Per dare forza al suo appello, Schmidt ha fatto collocare una riproduzione in bianco e nero del «Vaso di Fiori» - ottenuta da una foto del primo ’900 realizzata da Alinari -, nella stessa sala dei Putti di Palazzo Pitti dove il quadro è rimasto fino al 1943 prima di essere trasferito nella campagna a scopo di difesa. La riproduzione inoltre è stata corredata da cartelli con la scritta «rubato» in tre lingue - italiano, inglese e tedesco - e da una didascalia che ricorda come a sottrarla furono soldati della Wehrmacht. Durante la ritirata dei nazisti, il dipinto fece tappa con le altre opere trafugate Castel Giovio (Bolzano) dove la cassa in cui si trovava venne aperta e si completò il trafugamento. Quindi dell’opera si persero le tracce. Ricomparve solo decenni dopo, nel 1991. Da allora vari intermediari, per conto dei possessori, hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità in Italia chiedendone un riscatto. Una richiesta di tale assurdità, si commenta dagli Uffizi, che dopo l’ultima oltraggiosa offerta ha convinto la procura di Firenze ad aprire un’indagine. •

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