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23 aprile 2018

Cultura

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16.12.2017

Ralph Rugoff allestirà la «Biennale» del 2019

Il consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia, su proposta del presidente Paolo Baratta, ha deciso di nominare Ralph Rugoff direttore del settore Arti Visive con lo specifico incarico di curare la 58esima Esposizione Internazionale d’Arte del 2019. La rassegna si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019; vernice 8, 9 e 10 maggio; inaugurazione al pubblico sabato 11 maggio. Per Baratta «l’incarico a Ralph Rugoff conferma l’intenzione della Biennale di qualificare la Mostra come luogo di incontro tra il visitatore, l’arte e gli artisti. Una mostra che impegni i visitatori in un diretto confronto con le opere nel quale la memoria, l’inatteso, l’eventuale provocazione, il nuovo e diverso possano sollecitare lo sguardo, la mente e l’emozione di chi osserva, dandogli l’occasione di una intensa e diretta esperienza». Rugoff dal 2006 è direttore della Hayward Gallery di Londra. Aperta nel 1968, la Hayward Gallery è considerata fra le gallerie d’arte pubbliche più importanti del Regno Unito. Nel 2015 Rugoff è stato il direttore artistico della XIII Biennale di Lione intitolata La vie moderne. Inizia la sua carriera come critico e saggista: tra il 1985 e il 2002 scrive numerosi articoli per il Financial Times, The Los Angeles Times, The Los Angeles Weekly e diversi scritti per riviste d’arte come Artforum, Artpresse, FlashArt e pubblica una raccolta di saggi, Circus Americanus (1995), dove esplora fenomeni culturali dell’occidente americano. Nello stesso periodo inizia a lavorare come curatore indipendente organizzando mostre come Just Pathetic (1990) e Scene of the Crime (1997). Già direttore del CCA Wattis Institute (2000-06), galleria del California College of the Arts di San Francisco, ha curato numerose collettive alla Hayward Gallery negli ultimi 11 anni, tra cui The Painting of Modern Life (2007), seguita da Psycho Buildings (2008) e The Infinite Mix (2016); ha curato inoltre importanti retrospettive di Ed Ruschka, Jeremy Deller, Carsten Holler e George Condo.

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