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18 novembre 2018

Cultura

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11.09.2018

CREATIVI D’EUROPA

Un restauratore al lavoro su una decorazioneIl recupero di una tela, un lavoro artistico prima che tecnicoLa decorazione a mosaico, tecnica di composizione antichissima rivisitata in chiave moderna
Un restauratore al lavoro su una decorazioneIl recupero di una tela, un lavoro artistico prima che tecnicoLa decorazione a mosaico, tecnica di composizione antichissima rivisitata in chiave moderna

I segreti dei maestri soffiatori di vetro. O la preziosità dei broccati tessuti come al tempo dei Dogi a tu per tu con le creazioni di Chanel e Capucci. Ma anche l’artigiano londinese che, nell’era di Google Maps, ha sviluppato una tecnica per creare mappamondi interamente a mano. La ceramista svedese che riaggiorna la tradizione centenaria delle stufe a legna. E l’ultimo secolo di storia riletto nei vasi di star come Giò Ponti e Richard Ginori. O il trasporto del futuro con l’officina meccanica italiana specializzata in Ferrari. Fino al restauro del capolavoro di Van Dyck Ritratto di Marcello Durazzo, che per la prima volta torna a mostrarsi al pubblico. È il sorprendente racconto delle punte altissime cui può arrivare la creatività umana, cui sarà dedicata «Homo Faber. Crafting a more human future», la più grande mostra evento sui mestieri d’arte di tutta Europa, da venerdì 14 a domenica 30 settembre al complesso monumentale della Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia (ingresso libero, previa registrazione su homofaberevent.com). Un viaggio alla scoperta del patrimonio di competenze e creatività dei migliori artigiani e designer europei, voluto dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, organizzazione internazionale senza fini di lucro con sede in Svizzera, che ha come missione proprio preservare i mestieri d’arte, rinforzandone i legami con il mondo del design. «L’espressione Homo Faber, originariamente coniata nel Rinascimento, coglie ed esalta la straordinaria creatività dell’uomo», spiega Johann Rupert, co-fondatore della Michelangelo Foundation, atteso alla cerimonia d’apertura della mostra, in programma domani, con il co-fondatore Franco Cologni e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. «Mostreremo il meglio dei mestieri d’arte europei e al tempo stesso metteremo l’accento su un aspetto meno evidente: quello che gli esseri umani sanno fare meglio delle macchine». «Abbiamo scelto Venezia, baluardo di cultura, arte ed eccellenze artigiane, oltre che luogo di impareggiabile bellezza», aggiunge Franco Cologni,«perchè continua a essere, oggi come in tutto il corso della sua storia, un centro nevralgico di scambi e connessioni». Realizzata sotto l’Alto Patronato del Parlamento Europeo, in collaborazione con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, la Bettencourt Schueller, Giorgio Cini e il Triennale Design Museum, «Homo Faber» si snoda così in 16 tappe tematiche tra le gallerie, i chiostri, la biblioteca, persino l’ex-piscina Gandini, immaginate da personalità di spicco come Michele De Lucchi (architetto e designer), Judith Clark (docente di moda e museologia a Londra), Jean Blanchaert (gallerista), Stefano Boeri (architetto e presidente della Triennale di Milano), India Madhavi (interior designer). In tutto, 400 artigiani da 27 paesi e 900 oggetti in 4mila metri quadrati di esposizione, in un moltiplicarsi di materiali e tecniche (la mostra, la più grande mai realizzata alla Fondazione Giorgio Cini, sarà anche l’occasione per scoprire ambienti normalmente non accessibili al pubblico). Si va dalla vela ai gioielli, passando per le biciclette su misura o l’amore per il legno, oltre a installazioni e conferenze, in un’esperienza che consentirà ai visitatori non solo di incontrare gli artigiani tramite le loro creazioni, ma anche di ammirarli al lavoro. Per ritrovarsi, tra GoPro e realtà virtuale, nel cuore delle loro botteghe e (ri)scoprire quella scintilla di genio, unica ed eterna, che nasce dalla connessione tra mano, testa e cuore. •

Daniela Giammusso
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